See Ya, Tom..

See Ya, Tom..

MUSICA:

Il mio secondo intervento (tranquilli, dal prossimo smetterò di contare) su questo blog sarebbe dovuto essere completamente diverso, leggero e “disimpegnato”, ma la notizia che è arrivata nella notte del 2 ottobre mi ha lasciato letteralmente senza parole ed ha ispirato in me qualcosa di più intimo e personale: la morte di Tom Petty. Chi è appassionato del Southern rock sa che con la sua scomparsa se ne va un vero mostro sacro, uno che ha dettato i ritmi della musica americana del genere per oltre quarant’anni vantando la vendita di milioni di album, collaborazioni eccellenti (i suoi inseparabili Heartbreakers, George Harrison e Ringo Starr, Jeff Lynne, Stevie nicks, Sheryl Crow, Bob Dylan e Roy Orbison e tanti, tanti altri ancora) e riconoscimenti a non finire, nonostante i problemi ereditati da un’infanzia difficile e la perenne battaglia contro le sostanze poco lecite. 

Ho sempre amato il suo modo di fare musica, scarno e sincero: pochi semplici accordi (da chitarrista della domenica non potevo chiedere di meglio per poter suonare le sue canzoni) incentrati nella maggior parte dei casi su una parola chiave: amore. E Tom di amore ne aveva veramente per tutti: per la gente, la sua gente, quella del sud, per la  terra, da lui sempre difesa anche in maniera plateale con i numerosi concerti organizzati a favore dei contadini e dei produttori di grano colpiti dalle crisi e dalla siccità. Ma il suo più grande amore era verso la libertà, una persona con il suo spirito non si sarebbe mai potuto sentire imbrigliato nel conformismo o in un sistema di regole troppo ferree.

Il suo essere diventato un’icona della musica americana lo ha portato a frequentare, specie negli ultimi tempi della sua incredibile carriera, i salotti buoni dell’establishment a stelle e strisce: la sensazione che traspariva, però, vedendolo nelle tante riprese degli organi di informazione era quella di un personaggio non proprio a suo agio in quei contesti; ma in fondo lui era semplice, veniva da Gainesville, una piccola e noiosa città della Florida…..See Ya Tom, and Thanks for all.

Vi consiglio nel caso non conosciate la sua musica e vi siate incuriositi questi album: “Damn the torpedos”, “Full moon fever” ed il live “Pack up the plantation”, pura energia rock da ascoltare tutto di un fiato. Fatemi sapere.

Yesso

 

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