Olio extravergine, Paliano in controtendenza rispetto al resto della provincia

Olio extravergine, Paliano in controtendenza rispetto al resto della provincia

ATTUALITA’:

Ottobre, tempo di produzione di vino e olio. Il territorio ciociaro è caratterizzato dalla presenza di numerosi vigneti e oliveti che modellano le colline conferendo al paesaggio la tipica conformazione di zone coltivate secondo tradizione.

Come per la raccolta delle uve, così per quella delle olive quest’anno si è registrata un’accelerazione della stagione. Quanto olio produrremo?

L’organizzazione agricola Coldiretti Frosinone fa sapere che la cooperativa agricola Palianense “Frantoio Le Mole”, fondata nel 1972 da un gruppo di olivicoltori per calmierare il prezzo troppo alto della molitura, si avvia a chiudere l’imminente stagione con la produzione in crescita rispetto allo scorso anno, un dato “in controtendenza rispetto al resto della provincia”.

<<Abbiamo cominciato da una settimana a molire il prodotto conferito da soci, comunque in anticipo rispetto al periodo medio di molitura. I dati che ci arrivano dal territorio – dichiara Pietro Celletti, presidente della cooperativa – sono confortanti. Faremo più olio e anche di qualità superiore>>.

L’ulteriore conferma del trend positivo è emersa l’altra sera durante l’assemblea annuale che ha approvato il bilancio consuntivo della cooperativa agricola con 1900 soci conferitori all’attivo. “Il frantoio di Paliano – fa sapere Coldiretti Frosinone – nel 2016/2017 ha lavorato 12mila quintali di olive, per una resa finale di 1.500 quintali di olio. Le previsioni della produzione appena avviata sono in aumento. Si stima  un conferimento complessivo che si attesterà intorno ai 17/18mila quintali di prodotto”.

Nel corso dell’assemblea il direttore della Coldiretti di Frosinone, Pietro Greco, ha invitato gli olivicoltori a consegnare in cooperativa tutto il proprio prodotto: <<Abbiamo bisogno di fare grandi concentrazioni di olio per riposizionarci sui mercati – ha detto Greco – in particolare sulla piazza romana. La richiesta di extravergine di oliva di qualità, tracciato nella provenienza e verificato lungo la filiera fino ai banchi vendita, è in progressivo aumento. I consumatori devono poter comprare il nostro olio. Se mettiamo da parte gli individualismi e condividiamo una strategia territoriale di cooperazione e condivisione abbiamo grandi possibilità di vendere più olio locale e di poterlo vendere al prezzo adeguato non solo alla copertura delle spese, ma anche – ha concluso Greco – alle legittime aspettative di reddito delle aziende>>.

Annalisa Maggi

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