Se tornassero i fenicotteri

Se tornassero i fenicotteri

LA SELVA 2.0

Stipati dentro la pancia di un aereo chissà come devono essersi sentiti quei poveri fenicotteri che da Cuba sorvolavano l’oceano per arrivare dritti a Roma e poi a La Selva di Paliano. Erano ricoperti da collant di nylon perché  non si rovinassero il bel piumaggio rosa acceso.
Non erano molti, ma erano importanti. Rappresentavano il regalo di Fidel Castro ad Antonello Ruffo per il suo Parco Uccelli che stava nascendo alle porte della capitale. L’arrivo di quel gruppetto sparuto di fenicotteri rosa e la festa che ne seguì, è ancora oggi, a distanza di tanto tempo, una delle pagine più belle e originali delle vicende de La Selva e del suo proprietario. Tutta la storia comincia un giorno dell’anno scolastico 1972/73 quando  il principe si presenta all’improvviso nella scuola elementare di Paliano e chiede ai bambini di scrivere una lettera. “Antonello venne a scuola e ci diede l’idea – racconta la maestra Maura Pacciani –  conosceva molto bene Cuba e la sua natura  ma voleva che la richiesta partisse dai bambini e così facemmo”. Dopo circa un anno, aggirando tutte le restrizioni dovute all’embargo che gravava su Cuba, i fenicotteri arrivarono a La Selva accompagnati da Abelardo Moreno. Era il direttore dello zoo dell’Avana, membro dell’Accademia Cubana e di altre importanti società scientifiche e zoologiche nazionali e internazionali.  Una vera autorità nel suo campo.

I bambini e le bambine di allora, oggi sono adulti, ma sono certa molti di loro ricordano benissimo quell’avvenimento. La festa, la folla, La Selva che si preparava ad accogliere quei bellissimi uccelli rosa. L’eccitazione che prelude all’inizio di una grande avventura.
Ogni anfratto del Parco, ogni specchio d’acqua cominciò a popolarsi di uccelli esotici di ogni parte del mondo: struzzi, emù, marabù, pellicani, pappagalli coloratissimi e tantissime altre specie. Valeva la pena farsi un po’di chilometri solo per ammirare quella variopinta tavolozza di piume.
I fenicotteri mandati da Fidel non riuscirono però  a sopravvivere a lungo, troppo fragili, gli inverni troppo freddi. Ma altri ne arrivarono  e il “laghetto dei fenicotteri” divenne una delle attrazioni più visitate del Parco.
Questo racconto va scritto al passato. La Selva di oggi, il suo futuro, cosa potrà o potrebbe diventare è un orizzonte tutto da disegnare, sono bandi da assegnare e progetti da definire. Chissà , forse un giorno potrebbero tornare anche i fenicotteri.

Giusy Colmo

 

 

Un pensiero riguardo “Se tornassero i fenicotteri

  1. Ecco ricordatelo che negli anni ’70 la Selva di Paliano era uno splendore per mano dei BIOLOGI, BIOLOGI cubani, no architetti o artisti! Lo si evita di scrivere troppo spesso!

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