Tra Film e Arte, lo Storyboard

Tra Film e Arte, lo Storyboard

CULTURA:

Lo storyboard è un termine inglese che, letteralmente, significa “tavola (board) della storia (story, intesa come racconto)”, in pratica è la versione disegnata delle scene che poi andranno a comporre un’opera audiovisiva. Se la sceneggiatura racconta attraverso le parole, lo storyboard ci mostra la storia narrata con immagini disegnate su carta.

Lo storyboard, quindi, illustra inquadratura dopo inquadratura, quello che verrà girato sul set. Ecco perché esso appare come un vero e proprio sentiero di regia, sul quale vengono già resi noti i movimenti della macchina da presa, la cui direzione è sovente indicata attraverso frecce disegnate. Lo storyboard, tuttavia, non è utile solamente alla successiva regia, ma anche a rendere chiara l’atmosfera che il regista vorrebbe evocate attraverso le immagini del suo film.

Si pensa che il primo utilizzatore di questo strumento sia stato Walt Disney per i suoi film di animazione ed è proprio nei suoi studi di produzione che viene coniata la parola che ancora oggi utilizziamo per designarlo. Ai giorni nostri lo storyboart è molto usato nel campo della pubblicità ma il cinema non lo ha abbandonato del tutto; viene infatti utilizzato nella maggior parte dei film americani e inglesi, soprattutto quelli d’azione, e molto raramente nei film italiani e francesi.

Alfred Hitchcok ne fu certamente un cultore; è abbastanza noto il fatto che disegnasse per intero i suoi film, ma solo con la risistemazione degli archivi della RKO si è capito fino a che punto si spingeva il suo perfezionismo: conservate in grosse scatole sono state ritrovate decine di migliaia di disegni, per lo più a colori, che illustravano i suoi film, inquadratura per inquadratura: Hitchcock amava dire che considerava i suoi film finiti prima ancora di girarli, e che molto raramente guardava nel mirino della macchina da presa, tanto sapeva già che l’inquadratura sarebbe stata l’equivalente fotografico degli storyboard.

Anche Ridley Scott può essere considerato un vero e proprio maestro di bozzetti e storyboard. Per lui “ognuno di quei disegni abbozzati vale da solo più di mille parole”. Nei suoi film “l’ingranaggio della produzione progredisce con gli storyboard”, che “salvano una incommensurabile quantità di tempo e forniscono al regista il senso chiaro delle sue mete”. Nel 1982, in occasione dell’uscita del suo capolavoro cinematografico, una casa editrice di San Diego in California, pubblicò due libri ormai fuori catalogo e piuttosto rari: The illustrated Blade Runner, con la sceneggiatura originale e gli storyboard, e Blade Runner sketchbook, che proponeva una pletora di materiale realizzato dai leggendari designer dell’opera come Syd Mead, Mentor Huebner, Charles Knode, Michael Kaplan e dello stesso regista Ridley Scott, dichiaratamente ispirati ai lavori dell’artista francese Moebius.

Quest’ultimo libro, arrivato ormai a quotazioni che partono dai 325 Euro, per la gioia dei collezionisti e degli appassionati è stato scansionato e messo online nel 2011, da scaricare gratuitamente (basta cercare Blade Runner sketchbook pdf) o da sfogliare su Issuu.

Achille Pacciani

immagine:

Storyboard for Blade Runner directed by Ridley Scott, 1982

 

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