Lucio…capire tu non puoi

Lucio…capire tu non puoi

MUSICA:

Erano gli anni ’70, gli anni dei pantaloni a campana, delle minigonne, dei foulard fiorati, delle camicie con i colletti dalle dimensioni improbabili e degli zoccoli portati con le calze pesanti….questi outfit (oggi va di moda chiamarli così), insieme ad altri, erano il marchio di riconoscimento dei giovani che con il loro modo di vestire sceglievano di non omologarsi ad un sistema di vita e ad un modo di essere che per troppo tempo li aveva visti personaggi secondari nella vita di tutti i giorni.

In Italia, come in tutto il mondo, era la musica che si faceva megafono di questa insofferenza tramite i brani dei cantautori impegnati che, con le loro tematiche, bene si inserivano (in alcuni casi anche in modo ruffiano) nel tumultuoso tessuto sociale dell’epoca.

Lucio Battisti stranamente fece breccia nel cuore dei più, nonostante venisse definito un artista non allineato e che doveva essere contestato; quantomeno non accettato. Ma il motivo? Si era sparsa voce che il suo presunto credo politico non fosse quello che andava di moda in quegli anni. Ma lo amavano anche loro, i colti, eccome se lo amavano. Gustatevi il monologo del “comunista fallito” di Vincenzo Salemme nel film “Cose da Pazzi” o, se vi capita, andate a vedere a teatro Paolo Triestino in “Eppur mi son scordato di me” (come vi abbiamo già suggerito su questo blog), testimonianze sincere di questo rapporto di odio/amore.

Battisti ci ha regalato, insieme a Mogol, delle vere e proprie perle apprezzate da intere generazioni, che stanno provocando da qualche anno a questa parte un vero e proprio terremoto di tipo emotivo: i diritti sui loro brani e su quelli che erano nel folto entourage.

La querelle legale è complessa e vi rimando alle scartoffie giudiziarie se siete tanto  pazienti e interessati. Per farla breve…la “Edizioni Musicali Acqua Azzurra” creata alle fine degli anni ’70 dal duo Battisti-Mogol, ai quali nel tempo si sono aggiunti altri soci, è stata messa ormai in liquidazione; da qui la diffida verso i liquidatori da parte del figlio, Luca Filippo Carlo Battisti, di mettere in vendita tutto il catalogo dell’etichetta musicale (comprendente anche altri compositori come Carlo Donida de “La spada nel cuore” oppure il grande chitarrista Alberto Radius della Formula Tre ed altri brani di successo) in quanto, secondo lui, i diritti devono spettare esclusivamente agli eredi diretti del cantante.

Questo nodo legale è stato per me spunto di riflessione: Lucio, lasciandoci così prematuramente, ha fatto sì che intorno a lui si creasse, senza volerlo, un humus di interesse economico e di polemica che, nella mia idealizzazione del cantante, non avrei mai voluto sentire. Una delle cause del fallimento della “Edizioni Musicali Acqua Azzurra” è dovuta ad un declino, anche se lento e fisiologico, del mito di Battisti. Le nuove generazioni non sembrano più essere così interessate alle sue canzoni (considerando anche oggi il mercato musicale è del tipo “usa e getta”). Difficilmente un teenager sa cantare cinque canzoni comprese nel vasto repertorio oggetto del contendere, e questo mi dispiace perché, alla fine, ignorando l’artista di Poggio Bustone non proveranno mai veramente le mie stesse…Emozioni.

Yesso

Immagine tratta da facebook – “Lucio Battisti”

6 pensieri riguardo “Lucio…capire tu non puoi

  1. …….Non avevo nessun dubbio che da quella “penna” sarebbero usciti “pensieri e parole” degne di un eccellente intenditore di musica (e non solo)😘
    Grande Yesso.

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  2. Un grande artista meritava un articolo così bello ed intenso, dalle cui righe si sprigiona una dolce e profonda poesia…oserei dire che l’Autore è un filosofo della musica.
    Complimenti Yesso

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  3. Luciano ti ringrazio. Come hai ben puntualizzato, in quella parola ho racchiuso tutto il nostro amore per Lucio e la maliconia che potremmo essere gli ultimi “custodi” delle sue canzoni. Un caro saluto.

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