Quando a La Selva era proibita la Coca Cola

Quando a La Selva era proibita la Coca Cola

LA SELVA 2.0: 

E’ la bevanda gassata più famosa del pianeta, il marchio più diffuso. Quando si sorseggia la Coca Cola non si beve solo una bevanda ad alta concentrazione di zuccheri, si beve il simbolo della cultura consumistica americana. La Coca Cola che piaccia o meno, da quando è nata più di 130 anni fa ad Atlanta non ha smesso di creare attorno a sé un alone di leggenda. A partire dalla ricetta ancora oggi top secret. Si beve ovunque la Coca Cola e in grandi quantità, a parte la Corea del Nord e Cuba. Ma sul finire degli anni Ottanta c’era anche un altro angolo di mondo dove era proibita: La Selva di Paliano.

Antonello Ruffo odiava la Coca Cola, diceva sempre che per lui aveva un significato completamente negativo: “Ho sempre pensato che fosse un imbroglio, una falsificazione consumistica, per questo ne avevo vietato la vendita. A La Selva non ci doveva proprio entrare”. Molti ricorderanno le cartoline che Antonello fece stampare a migliaia nel gennaio del 1987, riproducevano vignette satiriche contro la Coca Cola: “vuoi un bagno brillante? Di Coca Cola fai uso abbondante” “due gocce di Coca Cola e si svita quasi da sola”. Una campagna dissacrante che puntava con feroce ironia sugli usi alternativi della famosa bevanda. Presentando la cartolina all’ingresso del Parco si aveva inoltre diritto a una degustazione omaggio di pane, formaggio e un bicchiere di vino.
In un testo di poche lapidarie righe Antonello alla testa della sua azienda vitivinicola esprimeva il suo pensiero e tutta la sua avversione alle bevande artificiali e gassate, specie la Coca Cola, perché “simbolo del consumismo più spinto, perché è un affronto alla cultura e alla tradizione mediterranea, perché rappresenta un colossale danno all’agricoltura di tutto il mondo”. Sembrano parole prese dal saggio “No logo” di Naomi Klein, o dalle più recenti campagne di boicottaggio lanciate in rete da una miriade di organizzazioni e comunità scientifiche. Ancora una volta Antonello con la sua campagna semplice ma efficace, aveva precorso i tempi.
La multinazionale americana quando seppe ciò che stava accadendo a La Selva scatenò i suoi avvocati con una serie di diffide, ma poi fece marcia indietro e la diatriba non approdò mai nelle aule di tribunale.
Quelle cartoline oggi sono pezzi per collezionisti e possono far sorridere, ma a pensarci bene il fatto che la Coca Cola non abbia mai varcato i cancelli del Parco, ha reso La Selva un posto davvero speciale.

Giusy Colmo

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