Quando dalle nostre parti c’era il mare e i dinosauri pascolavano beati

Quando dalle nostre parti c’era il mare e i dinosauri pascolavano beati

CULTURA:

Alcuni anni fa, ossa fossili di Titanosauro sono state scoperte, quasi per caso, a Rocca di Cave e analizzate da un team di paleontologi in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Milano, dove attualmente si trovano. Il sito nei pressi del paese sui Monti Prenestini, in particolare, non cessa di riservare sorprese: l’area di Rocca di Cave, spiegano gli esperti, riveste una notevole importanza paleogeografica, in quanto rappresenta il lembo più occidentale di Cretacico Superiore (tra circa 100 milioni e 70 milioni di anni fa) in facies laziale-abruzzese. Più in particolare, questo settore costituiva il margine occidentale della piattaforma carbonatica nel Cenomaniano e nel Turoniano (Cretacico Superiore), le cui scogliere fossili erano caratterizzate da una tipica associazione con bivalvi dominanti (rudiste ed altri), gasteropodi, esacoralli, poriferi e rari echinidi.

Per il suo significato scientifico e per le magnifiche condizioni di affioramento, gli strati fossiliferi di Rocca di Cave sono stati oggetto da lungo tempo di particolare interesse da parte della comunità geologica. Nuove campagne di studio sono state intraprese in anni recenti dal Museo Geopaleontologico “Ardito Desio”, che ha sede nella Rocca Colonna, sul versante nord-occidentale del paese, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Geologiche dell’Università di Roma Tre.

Il dinosauro di Rocca di Cave è stato soprannominato Tito anche a evocare un imperatore romano della vicina Capitale. Gli studiosi reputano che Tito vivesse sul litorale marino lungo il Mare di Tetide, 112 milioni di anni fa e che probabilmente fosse un individuo sub adulto delle dimensioni di 5-6 metri di lunghezza e del peso stimato di 600-700 chilogrammi.

Era un dinosauro quadrupede, camminava con il lungo collo proteso in avanti e la coda sollevata da terra, arti posizionati sotto il corpo come colonne ma ben distanziati, Esclusivamente vegetariano, si cibava di piante e forse anche di alghe. Con Tito, che è il più antico rappresentante del gruppo dei Titanosauri in Europa meridionale,sono cinque i dinosauri trovati finora in Italia sotto forma di ossa fossilizzate. Il primo in assoluto è stato Scipionyx samniticus detto ‘Ciro’, un teropode, dinosauro carnivoro bipede, rinvenuto 19 anni fa a Pietraroja (Bn).

La particolare somiglianza con il titanosauro africano Malawisaurus fa pensare che gli antenati di Tito venissero proprio dall’Africa: per attraversare il mare di Tetide (antenato del Mediterraneo) e migrare in Europa, sarebbero passati su un “ponte filtrante”, composto da una catena di isole e penisole che emergevano sporadicamente, quando il livello del mare si abbassava, proprio dove oggi si trova l’Italia. In particolare l’area di Rocca di Cave era costituita da una serie di piattaforme di passaggio che creavano un collegamento: i Monti Prenestini.

Immagine di copertina:

Ricostruzione ipotetica di “Tito” e del suo ambiente di vita, basata sulla analisi sedimentologica delle rocce che inglobavano le ossa, sui microfossili marini ritrovati nelle medesime rocce, e sui vegetali fossili provenienti da giacimenti appenninici limitrofi.
Illustrazione di Davide Bonadonna.

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