Tanto di “Cappello d’Oro”, chef!

Tanto di “Cappello d’Oro”, chef!

ATTUALITA’:

Chi scrive sta alla cucina come un pinguino all’equatore. Una che può aspirare sì e no alla sufficienza quando si tratta di riscaldare qualcosa cucinato da altri. Dietro ai fornelli, si intende. Davanti a una tavola apparecchiata e imbandita, invece, mi trovo perfettamente a mio agio. Non mi azzarderò, quindi, a esprimere giudizi tecnici su questo o quel piatto, più o meno ricercato che sia; mi  limito, piuttosto, a descrivere semplicemente un’emozione.

Fu unica il giorno che, insieme a Vittorio Buongiorno e a Luciano Darpino, allora responsabile e vice delle pagine de Il Messaggero Frosinone, conobbi Salvatore Tassa. Me ne avevano parlato ed ero un po’ guardinga. Non saprei dire se rimasi più folgorata dalla particolarità delle proposte culinarie o dal racconto del lavoro di testa e di mani che si cela dietro la preparazione di una ricetta. So solo che tra il croccante di polenta ripieno di ricotta di pecora e l’agnello cotto in aghi di pino, finimmo col discettare di Sant’Agostino (fa pure rima) che, sinceramente, non ricordo come si accompagnò con l’uovo selvatico ricomposto con erbe e natura. Lui è così: eclettico, misterioso, quel tanto burbero che basta. Un artista, il cuciniere, come ama definirsi. Uno che rivendica le proprie radici ciociare e che dell’attaccamento alla propria terra ne fa un motivo di vanto e, al tempo stesso, di ricerca. Grazie allo studio e alla tenacia di cui è stato capace in 40 anni di lavoro creativo, ha spiccato il volo raggiungendo l’Olimpo dei cuochi italiani.

“Mi reputo, nella mia cucina, un agitatore di idee, un provocatore di pensiero. Pretendo dai miei cuochi il massimo impegno – scrive il cuciniere delle Colline Ciociare – per soddisfare il mio egoismo della creazione, plasmare la materia per creare emozioni di cui altri ne beneficeranno. Non dico che i miei piatti siano i migliori ma sicuramente diversi, perché in essi c’è l’apporto intellettivo del cuoco”.

Mi inorgoglisce parlare con e di Salvatore Tassa che ieri ha aggiunto un prestigioso riconoscimento al suo già nutrito Palmares ricevendo il Cappello d’Oro nella guida ai Ristoranti d’Italia 2018 de Le Guide de L’Espresso. Solo 10 ristoranti, in tutta Italia, possono vantare un simile riconoscimento. Colline Ciociare, ad Acuto, è al secondo posto , dietro a Caino a Montemerano (GR), e davanti a Dal Pescatore  a Canneto sull’Oglio (MN), Don Alfonso 1890 a Sant’Agata sui due Golfi (NA), Enoteca Pinchiorri a Firenze, Lorenzo a Forte dei Marmi (LU), Marchesi alla Scala  a Milano, Miramonti l’Altro a Concesio (BS), San Domenico a Imola (BO), Vissani a Baschi (TR). cappello d'oro

“Mi ritengo felice e onorato di tale riconoscimento che ricompensa – commenta Tassa – non tanto ciò che si è oggi quanto il lavoro, la passione, le scelte fatte quando non c’era il mondo mediatico di oggi….Mi sento onorato di essere insieme a un maestro come Marchesi, a Lorenzo al Pescatore, San Domenico, Vissani, e gli altri a cui agli inizi del mio lavoro guardavo come esempio. No, non mi sento messo nel limbo dei cuochi, anche perché siamo noi con il nostro carattere ad appartenere al futuro o al passato. Io ho scelto il futuro”.

Chapeau, rigorosamente d’oro, Monsieur Tassa!

Annalisa Maggi

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