Lettera di una bambina…nata

Lettera di una bambina…nata

STORIE:

Oggi non vi racconterò una storia tratta da un film o da un libro vi racconterò la mia storia. La mia storia si fonda sull’amore incondizionato di due splendide persone, ovvero i miei genitori, che impossibilitati dalla natura ad avere figli propri, hanno deciso di accogliere me nella loro vita. Un’orfana lasciata in un brefotrofio  da una madre biologica, che invece di abortire una figlia indesiderata, ha deciso coraggiosamente, di farla nascere consentendole di avere un futuro migliore di quello che lei non poteva offrirle. E così è stato. Oggi non posso che ringraziare quella donna. Certo non è stato tutto rose e fiori, almeno da principio. Ho conosciuto le mie “origini” quando avevo 5 anni, a scuola, quando piccoli coetanei mi hanno informato delle “mie condizioni”. Negli anni a seguire le “chiacchiere” sul mio conto non sono cessate tanto da indurmi a creare un’immagine irreale e nobile, di una madre morta nel mettermi al mondo. Per anni, prima di avere il coraggio di confrontarmi con mia madre e mio padre, oltre a domandarmi ripetutami a chi somigliassi,  mi sono presentata al mondo con queste semplici parole: “ciao sono Francesca e sono stata adottata”. Mi divertiva e nel contempo mi irritava vedere le espressioni compassionevoli della gente che mi guardava come se fossi figlia di un Dio minore, come se quel mio essere stata adottata, fosse un marchio indelebile sulla pelle. Un segno di infamia.  Fino a quando, all’età di 14 anni, ho incontrato il mio angelo custode, un ragazzo poco più grande di me, al quale dopo essermi presentata sempre con la formula di rito, mi guardo e mi disse: “ ok e allora?”. Quell’ok e allora mi hanno cambiato la vita. Mi hanno permesso di confrontarmi con i miei genitori, non senza sforzo, ve lo assicuro, per conoscere le mie vere origini, per scoprire che la mia storia non era ne fiabesca ne costellata di chissà quali particolarità, ma molto banalmente la storia di un uomo e di una donna non sposati tra loro, ai quali accidentalmente era capacitato di concepire una figlia. Me. Oggi per i ragazzi adottati esistono sostegni psicologici si tende a raccontare tutto al bambino sulle sue origini senza che questo venga a saperlo da altri, magari anche malamente. Credo sia un’ottima cosa. Certo è che ogni figlio adottato porterà sempre dentro di se il senso del rifiuto e dell’abbandono. Quello che vi posso dire però, da figlia di due genitori che amo e che mi amano incondizionatamente, e che è grata della possibilità di vita che le è stata offerta, fate di queste mancanze un dono, del dolore una virtù,  non siete diversi dagli altri e non permettete a nessuno di farvi sentire tali, avete solo un retaggio più ricco un bagaglio più pesante che però se metterete a frutto vi renderà unici.

Francesca Ludovici 

Immagine presa dal web

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