La pista ciociara tra il sogno e l’incuria.  Fine settimana sulle due ruote

La pista ciociara tra il sogno e l’incuria. Fine settimana sulle due ruote

ATTUALITA’:

La Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB), in collaborazione con i Comuni di Piglio, Paliano, Serrone, Acuto, Fiuggi e l’albergabici “Touring” della città termale, promuove per il prossimo fine settimana una pedalata aperta a tutti (compresi i non tesserati FIAB) lungo la vecchia ferrovia Roma-Frosinone, un itinerario molto importante – a dispetto delle condizioni in cui purtroppo versa la pista, specie in alcuni tratti – che fa parte della rete BicItalia 3 (Ciclovia dei Pellegrini) e di EuroVelo 5 (Via Romea Francigena).

Scopo della due giorni all’insegna dello sport, della sostenibilità ambientale e del turismo è la valorizzazione del  tracciato che lambisce tutti i comuni coinvolti per chiedere l’annessione della “Ciclovia dei Pellegrini”, che da Roma raggiungerà Brindisi, nel Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti.

“L’idea di una città in cui prevale la bicicletta non è pura fantasia”, scrive l’antropologo Marc Augé ne “Il bello della bicicletta”. Sarebbe davvero magnifico, oltre che utile, dato il crescente inquinamento atmosferico, da cui il nostro territorio non può considerarsi immune. Ma, se da una parte le istituzioni sembrano voler favorire anche in Italia questa pratica molto diffusa all’estero (Il programma del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti prevede proprio l’individuazione e il finanziamento di una rete nazionale di ciclovie), dall’altra esse stesse sono le principali responsabili dell’incuria e dell’abbandono in cui versano queste strutture, realizzate con notevole esborso di denaro pubblico. Lavori eseguiti male, manutenzione ordinaria scarsa o del tutto assente, anche a causa di un inadeguato e pertanto inapplicato protocollo d’intesa tra Regione-Provincia-Comuni, fanno della ciclabile potenzialmente più bella del Lazio l’ennesima cattedrale nel deserto. A ciò si aggiunge l’inciviltà di alcuni utenti, che non solo non si adoperano per mantenersi quanto di buono è stato realizzato a beneficio della collettività, ma lo distruggono pure.

Si parla molto di turismo, di sostenibilità, di ambiente, ma troppo spesso lo si fa in astratto. Non ci accorgiamo delle grandi potenzialità, che invece offre il nostro territorio almeno dal punto di vista paesaggistico. Investendo in valorizzazione e potenziamento di ciò che naturalmente abbiamo, si potrebbe ricavarne molto in termini turistici e quindi economici, oltre che concorrere all’arricchimento culturale di chi ne fruisce, attraverso il contatto diretto con l’ambiente e con le tradizioni culturali proprie dei vari percorsi.

Allora sì, parafrasando Augé, il ciclismo sarebbe il nuovo Umanesimo!

Michela Murzilli 

immagine tratta dal sito Bikeitalia.it

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