Cucina e solidarietà

Cucina e solidarietà

STORIE:

Con “Lettera di una bambina…nata” di Francesca Ludovici abbiamo inaugurato la sezione “Storie” nella quale vorremmo raccogliere frammenti di vite; le nostre, ma anche le vostre.
Per inviarcele potete utilizzare l’indirizzo di posta elettronica del blog: zibaldonews@virgilio.it

La storia che state per leggere ci è stata inviata da Moira Adiutori. Specialista in Beni Archivistici e Librari e presidente dell’Associazione Culturale Leggo&Scrivo, oltre a occuparsi di promozione della lettura e a tenere laboratori e corsi di scrittura, Moira si è avvicinata al mondo del volontariato tramite una Onlus,  “Amici di Marco D’Andrea”, che dal 1999 svolge servizio di volontariato per i bambini oncologici presso il reparto di oncologia pediatrica del Policlinico Umberto I‚ Università La Sapienza di Roma.

L’Associazione “Amici di Marco D’Andrea” Onlus mi ha invitato a partecipare al Convegno sull’evoluzione dell’oncologia pediatrica al Policlinico Umberto I di Roma. È lì che tutti i giorni si ritrovano per portare un sorriso e una carezza ai bambini ricoverati nel reparto e alle loro famiglie. Preparano un delizioso carrello delle dolcezze allestito con dolci genuini preparati da mamme e nonne e leggono favole durante la merenda. La lettura è stato il punto di contatto che mi ha avvicinato a questa realtà. Oggi si parla di alleanze terapeutiche, quella sinergia tra mondo medico, infermieristico, scolastico e volontario che consente ai bambini malati di tumore di sopravvivere nel 70 per cento dei casi, contro il 15% degli anni Settanta. Un risultato che onora tutti i medici presenti, gli infermieri, gli insegnanti della Scuola del reparto e i volontari delle numerose associazioni presenti. E io? Vengo colpita nel profondo dai racconti di quanti espongono le problematiche delle famiglie che si ritrovano a vivere la malattia di un bambino spesso sradicato dal suo normale contesto di vita e alle prese con un problema davvero più grande di lui. La Scuola in ospedale, pur con tutte le sue difficoltà, garantisce ai bambini di mantenere quel contatto con la realtà della vita fuori dall’ospedale, affrontando lezioni ed esami. Gli “Amici di Marco D’Andrea” hanno iniziato così, venendo a studiare in reparto insieme a lui per non fargli perdere il ritmo del liceo che proseguiva la sua andatura nell’anno scolastico. Dietro ai bambini le famiglie, spesso un genitore che perde il lavoro per seguire il figlio, la paura di non riportarlo a casa e la speranza di riuscirci. Un terreno delicato, quello delle paure. Per questo i volontari vengono istruiti con appositi corsi di formazione, l’interazione con i pazienti e i loro cari non può non tener conto dell’empatia e della capacità di relazione. La relazione con il prossimo spesso richiede cose semplici, ma niente è scontato quando si è fuori casa. Poter lavare della biancheria da notte o un cambio preparato al volo prima di lasciare la propria abitazione diventa un privilegio che solo il buon cuore di una persona generosa sa donare e per questo gli “Amici di Marco D’Andrea” hanno comprato delle lavatrici in reparto. È una goccia nel mare, sento dire, eppure riempie il cuore di chi la riceve. Nelle pause leggo il libro ricevuto in dono all’entrata, “La guarigione tra scienza e sentimenti”. Sono lettere dei bambini guariti, testimonianze di ragazzi, uomini e donne sopravvissuti alla malattia che esprimono messaggi positivi nei confronti della vita, costruttivi e propositivi nell’accettazione della realtà e di fiducia nella scienza e in Dio, pronti a spendere la vita al servizio degli altri. Ci sono messaggi positivi di genitori che, perdendo un figlio, desiderano donare una speranza a chi vive oggi la sua quotidiana e coraggiosa lotta contro un tumore pediatrico. E io? Vengo presentata come scrittrice, il mio libro “Viaggio in cucina dalla collina al mare” è di prossima uscita. I valori espressi nel mio racconto sposano appieno i loro obiettivi. Parlo di cucina e famiglia, dei legami affettivi che si creano intorno a un dolce, della forza dei singoli e delle famiglie di affrontare le difficoltà della vita. Se è così, non posso non donare parte del ricavato ai miei “Amici di Marco D’Andrea” Onlus. 

Moira Adiutori

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