Maria Mancini, tra la vita e il sogno

Maria Mancini, tra la vita e il sogno

CULTURA:

La nobildonna romana Maria Mancini (1639-1715), una delle famose nipoti del potente cardinale Giulio Mazarino, arbitro delle sorti di Francia, arrivò giovanissima, nel 1653, alla Corte di Francia insieme alle quattro sorelle e un fratello, grazie alle raccomandazioni dello zio. Mentre le altre sorelle si “sistemarono” con il meglio della nobiltà francese, Maria catturò il più grande premio della corte francese: l’amore romantico di Luigi XIV. Maria non consumò il suo rapporto con il Re Sole; il suo amore per lei fu qualcosa di idealistico, ma era così infatuato che voleva sposarla. Ma i il cardinale Mazarino e la madre del giovane re, Anna D’Austria, avevano in mente altri accordi politici della Francia da suggellare con il matrimonio di Luigi. Pertanto, Maria venne allontanata dalla corte e nel 1661, per volere dello zio, andò in sposa al principe di Paliano, il Gran Contestabile Lorenzo Onofrio Colonna (1637-1689). Un matrimonio per procura celebrato nella cappella del Louvre, privilegio solitamente concesso solo alle principesse di sangue reale. Simili onori potevano ben fare dimenticare al Contestabile Colonna che il cardinale Mazarino era figlio di un antico maggiordomo di suo nonno Filippo; senza dire che la sposa portava in dote la cifra favolosa di circa mezzo milione di scudi.

I primi sontuosi festeggiamenti dopo le nozze per procura avvengono a Milano, dove Lorenzo Onofrio va a ricevere la sposa. Le diverse testimonianze dell’incontro non sono concordanti, ma sembra che Maria abbia manifestato una relativa freddezza che Lorenzo Onofrio cercò di superare con la cortesia. Dopo un breve soggiorno, la coppia intraprese il viaggio verso Roma, ma la salute della Mancini peggiorò rapidamente ed ella dovette fermarsi a Loreto, dove fu sottoposta a intense cure. Solo alla fine di giugno la principessa, ancora non completamente guarita, poté raggiungere Roma.

Contrariamente alle aspettative di molti, la vita coniugale della Mancini iniziò in maniera serena e costanti furono le attenzioni tributatele dal marito e da altri membri della famiglia Colonna. Inoltre, Maria ebbe facoltà di continuare a vivere “alla francese”, come allora si diceva, ovvero di mantenere una vita sociale intensa, anche autonomamente dal marito. Del resto, la coppia sembrava affiatata e spiccava nel mondo aristocratico romano, animando un’importante attività teatrale e musicale che rappresentava un polo di attrazione per la nobiltà laica ed ecclesiastica.

Il 7 aprile 1663 nasceva il primogenito di Lorenzo Onofrio, Filippo, salutato con grande gioia da tutta la famiglia. Per l’occasione, Maria ricevette la visita del Sacro Collegio e di tutta la nobiltà romana nel celebre letto a forma di conchiglia. Gli altri due figli della coppia, Marcantonio e Carlo, nacquero a distanza di un anno l’uno dall’altro. Marcantonio nel 1664, l’ultimogenito nel 1665. Poiché il parto di Carlo aveva messo in pericolo la vita della madre, Maria prese la decisione di non avere più figli e dunque chiese la separazione di letto dal marito. La notizia, nella quale si riportava anche il consenso dato da Lorenzo Onofrio, circolò per mezzo di gazzette e avvisi. Il ritmo di vita mondana della coppia comunque non rallentò, ma col passare del tempo Maria, secondo quanto racconta nelle sue Memorie, si sentiva sempre più trascurata . Nella sua autobiografia, La verità nel suo preciso aspetto, alterna le appassionate descrizioni dei viaggi e dei carnevali trascorsi a Venezia, alle lamentele per la gelosia nei confronti del marito, che finì per essere sospettato di propositi uxoricidi. Fu così che, con l’aiuto della sorella Ortensia, Maria organizzò e mise in pratica nella notte del 29 maggio 1672 la rocambolesca fuga da palazzo Colonna travestita da uomo. Inizialmente si diresse in Provenza verso Parigi, dove Luigi XIV, suo primo amore, si rifiutò di accoglierla, e successivamente alla corte di Carlo Emanuele di Savoia e in Fiandra, per approdare infine in Spagna nel 1674. Lorenzo Onofrio tentò con ogni mezzo di far tornare la moglie a Roma, sotto la sua autorità, seriamente compromessa da questo gesto clamoroso. Il Colonna si rivolse a tutti i sovrani degli Stati in cui Maria soggiornava , e al papa stesso, perché facesse valere il suo potere nel ricondurre la fuggiasca sotto il tetto coniugale, o farla rinchiudere in un convento nella località dove si trovava. L’epilogo di questa tormentata vicenda è lo scioglimento del matrimonio nel 1681, condizionato all’entrata in convento per Maria (senza dover compiere il noviziato né essere obbligata al servizio del coro), mentre Lorenzo Onofrio diventa Cavaliere di Malta, anch’egli con le agevolazioni della dispensa dal voto di castità e povertà. Il tutto avviene due mesi prima del matrimonio, celebrato a Madrid, del loro primogenito Filippo con Lorenza de la Cerda. Sarà quest’ultima a sostituire Maria Mancini nel ruolo di contestabilessa e di principessa di Casa Colonna.

La risoluzione papale di scioglimento del matrimonio tuttavia non metterà fine alle inquietudini e al vagabondare di Maria in cui Lorenzo Onofrio rimarrà sempre coinvolto. Il Colonna non cesserà mai di tentare di farla tornare a Roma, ma incontrerà sempre dei netti rifiuti. Nonostante le preghiere del figlio Carlo, Maria non tornerà a Roma nemmeno per partecipare ai funerali del marito, nel 1689. Solo per la nomina a cardinale di Carlo, nel 1706, si deciderà a rivedere Roma; ma sarà un soggiorno temporaneo; dal 1706 fino all’anno della sua morte, avvenuta a Pisa nel 1715, Maria continuerà a viaggiare, con pochi mezzi e un piccolo seguito, pronta a rinunciare a tutto fuorché il lusso di disporre interamente di sé. Le sue spoglie mortali non sono conservate nella Cappella dei Depositi a Paliano, ma nella chiesa del Santo Sepolcro di Pisa. Volle essere ricordata con una semplice epigrafe, dettata da lei stessa: “Maria Mancini Colonna – Pulvis et cinis”.

Achille Pacciani

Immagine:

Jacob Ferdinand Voet, ritratti di Maria Mancini (1663-71)

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