Quelle maledette colline

Quelle maledette colline

LA SELVA 2.0

A vederle da lontano quelle colline morbide a meno di un chilometro dalla Selva di Paliano, sembrano innocue e pacifiche. Mai immagineresti che sotto la terra sono sepolte tonnellate di rifiuti. Sono le colline mefitiche della discarica di Colle Fagiolara, così vicine alla Selva da confondersi con essa. Quando ho saputo la prima volta che i suoi rifiuti lambivano il parco ho chiesto: Perché? Come  è stato possibile permettere una presenza così devastante proprio vicino alla Selva? E ho visto sul volto delle molte persone interpellate disegnarsi sempre la stessa espressione di rabbia e indignazione.  Colline maledette  che ogni estate vanno a fuoco, appestando con il fumo ancora di più l’aria. Colline bugiarde create dall’uomo e dai suoi rifiuti.
Era il 1992 quando  la discarica di Colle Fagiolara  nasceva come sito di stoccaggio “provvisorio” di  rifiuti solidi urbani indifferenziati, cinque anni dopo era diventata “permanente” accogliendo la spazzatura di mezzo Lazio. Oggi le colline sono sature e  se ne attende la chiusura, nel mezzo tanti ricorsi al Tar, raccolte firme e campagne di mobilitazione di cittadini, sindaci e associazioni.  Una storia infinita che sembra non concludersi mai, che ha segnato in profondità l’intero territorio e la salute di migliaia di persone. Colline indecenti e velenose che devono aver tolto il sonno al principe Ruffo per tante notti e contribuito a far fallire i suoi sogni.
Una discarica di così grandi dimensioni a un tiro di schioppo dal polmone verde della Selva di Paliano  è in effetti una realtà difficile da comprendere e da accettare. E come se non bastasse a Colleferro c’è anche un termovalorizzatore con due linee di incenerimento, realizzato fra il 2002 e il 2003 e piazzato a pochi metri dalle case.
Quelle colline innaturali e inquietanti che sembrano guardare la Selva in modo beffardo, ci ricordano ogni giorno il fallimento nel nostro Paese di una pianificazione e gestione del ciclo dei rifiuti a misura d’uomo e nel rispetto dell’ambiente.
Ora che il Parco si prepara a riaprire al pubblico la prossima primavera, le aspettative galoppano veloci, prima fra tutte  l’archiviazione del capitolo discarica e la bonifica dell’intera area. Un territorio, il suo ambiente, la comunità di cittadini,  hanno atteso fino troppo a lungo. E’ giunto il tempo che le colline non facciano più paura.

Giusy Colmo

la foto è tratta dal sito retuvasa.org

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...