Uscita autonoma under 14, l’allarme di scuola e famiglia e il tempestivo soccorso della politica

Uscita autonoma under 14, l’allarme di scuola e famiglia e il tempestivo soccorso della politica

POLITICA:

Sono poche o pressoché nulle le questioni in grado di mettere d’accordo il litigioso mondo della politica italiana. Tuttavia, in questo scorcio di fine Legislatura – la XVII – si sta realizzando una sorta di larga intesa non sul lavoro che manca, sulle pensioni, sull’abbassamento delle tasse; non sulle banche o sul contrasto all’evasione fiscale…Nemmeno sul futuro della Nazionale, bensì sull’autonomo rientro a casa da scuola degli under 14!
Ricorderete il polverone originato dalla sentenza n. 21593 del 19 settembre 2017, con cui la Corte di Cassazione ha rilevato la responsabilità dell’istituto scolastico per l’infortunio mortale occorso ad un bambino di 11 anni investito da un autobus proprio all’uscita da scuola. In pratica la Suprema Corte ha stabilito che il dovere di sorveglianza degli alunni minorenni è di carattere generale e assoluto, tanto che non viene meno neppure in caso di disposizioni impartite dai genitori di lasciare il minore senza sorveglianza in luogo dove possa trovarsi in situazione di pericolo. Le finalità di questo obbligo di vigilanza “sono duplici: da un lato impedire che il minore compia atti illeciti e dall’altro salvaguardarne l’incolumità”.
Al dispositivo era seguita la rigida presa di posizione del Ministro competente, Valeria Fedeli, la quale aveva escluso che il Ministero avrebbe assunto una posizione univoca  diramando una apposita circolare, ritenendo che al MIUR  non spettasse né questa funzione né tantomeno questa responsabilità.

Panico totale sia tra i dirigenti scolastici sia tra le famiglie.

Per strada, in treno, al bar, nei negozi, fuori dagli istituti capannelli di genitori atterriti: “Sono impazziti?!”; “Chi lavora fuori e non ha parenti vicini come fa?! Eh, come?!”; Ma ti pare che bisogna assumere pure una persona per andare a prendere e riprendere un figlio?!”.

Questa e altre frasi (opportunamente scremate dalla scrivente) erano nell’aria.

Qualche nonno ha provato a tornare indietro negli anni: “A noi da bambini ci mandavano a prendere l’acqua a piedi da soli…oggi ci serve l’autista”.

Non sono mancati gli interventi di psicologi e opinionisti, che naturalmente si sono divisi. Per i pro Cassazione nessun posto può ormai ritenersi davvero sicuro. Troppi i pericoli, innumerevoli le insidie da cui proteggersi e proteggere minori e anche gli anziani nelle città come nei paesi. Per i contro, invece, il vero pericolo sta nel non responsabilizzare i giovani. Qualcuno ha pure rispolverato il termine “bamboccioni”.

L’allarme comunque è stato percepito fin su i palazzi della politica: la Fedeli, nel frattempo richiamata all’ordine dal Segretario del suo partito, Matteo Renzi, rimandava la palla alle Camere: “Le leggi e le pronunce giurisprudenziali come quella della Cassazione vanno rispettate e se si vuole innovare l’ordinamento su questo tema occorre farlo in Parlamento, introducendo una norma di legge che, a certe condizioni, dia alle famiglie la possibilità di firmare liberatorie che sollevino da ogni responsabilità giuridica, anche penale, dirigenti e personale scolastico al termine dell’orario di lezione”.

Stavolta a districare la matassa e a placare gli animi ci ha pensato il Parlamento, presentando emendamenti bipartisan al dl fisco (che poi che c’entra con l’uscita autonoma dei giovanissimi da scuola…), approvato ieri con voto di fiducia al Senato: gli studenti con meno di 14 anni potranno fare ritorno da soli, previa autorizzazione dei genitori, che esonera gli istituti dalla responsabilità connessa all’obbligo di vigilanza.

Ora il testo passa alla Camera, ma non dovrebbero esserci sorprese.

Padri, madri, nonni tirate dunque un sospiro di sollievo!

Non si dica che la politica è avulsa dalla realtà. Quando vuole, la politica sta pure avanti. Piuttosto dovremmo interrogarci sul quand’è che vuole…

Michela Murzilli 

immagine tratta dal web.

 

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