Colletta Alimentare… “Dato, fatto”

Colletta Alimentare… “Dato, fatto”

ATTUALITA’:

Sabato prossimo, 25 novembre, si svolgerà in tutta Italia la GIORNATA NAZIONALE della Colletta Alimentare. L’iniziativa, così semplice ed elementare, è ormai ben conosciuta (sarà la XXI edizione) e non ha bisogno di particolari spiegazioni. Vorrei solo condividere, approfittando dello spazio concessomi, lo spirito con cui mi sto preparando, insieme ad altre decine di migliaia di volontari che presidieranno supermercati e centri commerciali, a vivere questo gesto di carità.

Prendo spunto da un pensiero di L. Giussani che mi sta accompagnando e interrogando in questi giorni: <<Carità deriva dal greco chàris, che vuol dire gratis o gratuità. La carità, dunque, richiama la forma suprema dell’espressione amorosa. La gratuità – da cui è bandito ogni calcolo, ogni attesa di ricompensa, ogni previsione di tornaconto – implica la totale assenza di “ragioni” che la ragione capisce, che la ragione spiega… Vale a dire: la carità agisce per puro amore, nel senso che dato, fatto. Dato, fatto; non c’è più nessuna aggiunta, non c’è più nessuna appendice>>.

E’ per imparare questa gratuità, per imparare questo distacco dal “risultato”, per imparare a vivere così, nella logica del dono, che sabato mi piazzerò davanti ad un supermercato e chiederò a tutti coloro che si recheranno a fare spesa di condividere un po’ delle loro provviste.

Il gesto della Colletta, a pensarci bene, ci “costringe” a fare ciò che molti poveri assumono come normale stile di vita: mendicare. Mendichiamo un po’ di riso, di pelati, di legumi, ma in realtà mendichiamo di sapere vivere nella logica del dono e della condivisione. Non tanto per “aiutare” i poveri, ma per imparare a vivere da poveri senza possedere ciò che abbiamo e senza considerare nostro ciò di cui siamo provvisti.

Raccogliamo cibo per chi ne ha bisogno, ma soprattutto per rispondere a un nostro bisogno: quello di poter viver spogliati dal calcolo, dall’interesse, dalla affannosa ricerca di gratificazioni.

<<Beati i poveri in spirito…>>. Come darGli torto?

Zio Baldone

 

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