Sant’Andrea Apostolo e il culto delle reliquie

Sant’Andrea Apostolo e il culto delle reliquie

CULTURA

Il culto dei santi, che esercitavano il patronato su città, paesi, Stati, arti e mestieri, fu tipico del Medioevo e, in gran parte è giunto fino a noi. Le reliquie dei santi erano oggetto di grande venerazione, e grande era il prestigio delle chiese che ospitavano le reliquie più celebri o più antiche. A volte oggetto di vero e proprio fanatismo dettero luogo a un mercato fin troppo fiorente.

L’apostolo Andrea, nato a Betsaida, fratello di Simon Pietro e pescatore insieme a lui, fu il primo tra i discepoli di Giovanni Battista ad essere chiamato da Gesù presso il Giordano, lo seguì e condusse da lui anche suo fratello. Non sono molti gli episodi evangelici in cui appare; ma negli elenchi del Nuovo Testamento figura, sempre nel primo dei tre gruppi in cui gli apostoli sono divisi, talvolta secondo dopo Pietro, talaltra terzo dopo Giacomo o quarto dopo Giovanni. E’ l’apostolo che vede con i suoi occhi la moltiplicazione dei pani e dei pesci; e insieme con Pietro, Giacomo e Giovanni, ascolta dalla bocca del Cristo la predizione della fine del mondo. Si ritrova in ultimo negli Atti degli Apostoli tra coloro che erano presenti nel cenacolo dopo la Pentecoste.

Secondo gli antichi scrittori cristiani, l’apostolo Andrea avrebbe evangelizzato l’Asia minore e le regioni lungo il mar Nero, giungendo fino al Volga. E’ perciò onorato come patrono in Romania, Ucraina e Russia. Passò poi in Acaia, la regione settentrionale del Peloponneso, dove venne consacrato vescovo di Patrasso, la stessa città nella quale sarebbe stato martirizzato il 30 novembre del 60, legato e non inchiodato, perché soffrisse di più, ad una croce decussata, da decussis, moneta romana da dieci, ovvero X assi, che da lui prese il nome di “croce di Sant’Andrea”.

Nel 357 i suoi resti vennero portati a Costantinopoli; ma il capo, tranne un frammento, rimase a Patrasso. Nel 1206, durante l’occupazione di Costantinopoli (quarta crociata) il legato pontificio, cardinale Pietro Capuano, di Amalfi, trasferì quelle reliquie in Italia. E nel 1208 gli amalfitani le accolsero solennemente nella cripta del loro Duomo. Quando nel 1460 i Turchi invasero la Grecia, il capo dell’Apostolo venne portato da Patrasso a Roma, dove sarà custodito in San Pietro per cinque secoli. Ossia fino a quando il papa Paolo VI, nel 1964, farà restituire la reliquia alla Chiesa di Patrasso in segno di unione.

Sant’Andrea, protettore dei pescatori, viene solitamente rappresentato con il volto severo e barbato; i suoi attributi sono il libro, i pesci e la Croce latina. Una tradizione di origine greca associa ad Andrea la Croce che diviene via via un attributo costante.

Le prime immagini in Italia a San Vitale e Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna, San Giovanni in Laterano e Santa Maria Antiqua a Roma. Nei secoli XI e XII si ricordano le immagini del duomo di Cefalù, della cappella Palatina e della Martorana a Palermo e più tardi i dipinti di Pinturicchio e Tintoretto. La Croce Greca è attributo prediletto da pittori quali Holben, Murillo, Rubens e per l’Italia Guido Reni, Domenichino e anche Tommaso Conca a Paliano.

Come è noto, Sant’Andrea apostolo è anche il patrono del nostro paese. Notizie certe sul perché nel Medioevo la comunità di Paliano lo abbia adottato, non si hanno. E’ certa l’esistenza, fin dal 1224, di una chiesa a lui dedicata. Presumibilmente, all’origine di questa devozione vi è l’acquisizione di qualche frammento di reliquie dell’Apostolo martire, giunte in Italia nel 1206.

Questa speciale venerazione, potrebbe confermare, fra l’altro, anche il coinvolgimento della mansione templare di Paliano; d’altronde, è noto che, tra le varie festività che dovevano essere osservate e celebrate, con un giorno di digiuno, in ogni Casa del Tempio, vi era anche quella del dies natalis di S. Andrea apostolo.

Nella Collegiata di Sant’Andrea di Paliano si conservano alcuni reliquiari (una statua in bronzo e ottone del 1802 ed un busto laminato in argento del 1815) contenenti due frammenti ossei del Santo.

Immagine di copertina:

Bartolomè Esteban Murillo, Martirio di Sant’Andrea, 1675-82, Madrid, Museo del Prado.

 

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