Bambù, cavalli e birra. Ambizioso piano di rilancio della Selva di proprietà della Regione Lazio

Bambù, cavalli e birra. Ambizioso piano di rilancio della Selva di proprietà della Regione Lazio

LA SELVA 2.0

C’è anche il bambù nel grande piano di rilancio della Selva di proprietà della Regione Lazio. Un piano che se prendesse forma potrebbe veramente restituire ai visitatori la Selva dei tempi di massimo splendore.  Quando il principe Ruffo dava sfogo alla sua creatività più sorprendente.  Lui di bambù ne aveva piantato a migliaia realizzando anche una sorta di labirinto a forma di stella.  E nel 2004 aveva messo  a disposizione dei comuni vicini un milione di piante  perché, diceva:  “è una pianta che regge moltissimo le frane in quanto si radica molto bene nel terreno”.
Qualcosa si sta muovendo  attorno alle decine di ettari del Parco di proprietà privata. Non solo parole e buone intenzioni, ma un piano articolato e ambizioso, presentato nei giorni scorsi a Ferentino  nell’ambito di “idee in movimento” la conferenza programmatica  della Federazione di Frosinone del PD.
Il progetto di riqualificazione  della società Riding Company prevede di realizzare  un vero e proprio “polo di attrazione  tra Roma e Napoli, fondato su un turismo ed un’agricoltura eco-compatibili con l’attuale vocazione naturalistica del Parco”. Ma cosa nel concreto? Oltre alla creazione della filiera del bambù, dalla coltivazione all’utilizzo, anche un birrificio per la produzione di birra artigianale, una cantina dove poter seguire tutte le fasi della lavorazione dell’uva fino all’imbottigliamento, un caseificio per la produzione e la stagionatura dei formaggi.  Non poteva mancare il frantoio, un forno per la produzione di pane casareccio e prodotti della tradizione, un mulino e un laboratorio per la lavorazione della terracotta e la realizzazione di ceramiche. Il progetto  prevede anche un allevamento di cavalli sportivi. Quasi un omaggio alla memoria del principe Ruffo che voleva addirittura realizzare nel suo parco un ippodromo.
L’impatto ambientale sarebbe minimo perché il progetto prevede la ristrutturazione degli  edifici che già ci sono. Inoltre ci sarebbe una discreta ricaduta occupazionale con la creazione di  nuovi  posti di lavoro, uno stimolo per l’economia dell’intero territorio.  Un progetto  Inoltre attento al sociale con  l’inserimento di persone con disabilità  in alcune delle attività previste nel  parco.
Speriamo. Speriamo che queste parole scritte su un foglio bianco diventino passeggiate, attività all’aria aperta, gite domenicali da fare in questo angolo di Lazio così bello.

Giusy Colmo

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