Un labirinto pittorico per la Selva di Paliano

Un labirinto pittorico per la Selva di Paliano

LA SELVA 2.0

Camminare, perdersi, dentro un labirinto è un po’ come cercare se stessi e mettersi alla prova. Mentre ti muovi in un labirinto le tue sensazioni si amplificano, sei in ascolto con tutti i tuoi sensi.  Sarà per questo che piacevano tanto al principe Ruffo. Uno, a forma di stella, fatto da alti fusti di bambù, lo fece realizzare dentro al parco. Un gioco, un divertimento verde che piaceva molto al pubblico. Del progetto di un secondo labirinto, molto speciale,  ho  trovato traccia in rete. Ma non so  se è mai stato realizzato.  Era un labirinto pittorico del maestro Dario  Serra, costituito da una serie di paraventi mobili, dove il visitatore poteva muoversi, stimolato da luci, suoni e colori. Serra, artista eclettico che ama le sperimentazioni, si era inventato il “labirinto”, l’installazione che  cambia di continuo e  si adatta allo spazio in cui si trova. Un’idea che l’artista aveva sviluppato a partire dagli anni Novanta e che tanto aveva affascinato il principe Ruffo. Il progetto per la Selva era stato commissionato allo studio romano d’architettura Gram34 e risale al 2011. Non tanti anni fa. La data relativamente recente, colpisce. Il principe era anziano e malato, senza risorse, eppure ancora capace di lanciare il pensiero oltre l’orizzonte, di immaginare la “sua” Selva  un luogo vivo in mutazione continua, dove  natura e arte  avevano trovato il loro punto di equilibrio.
Il labirinto pittorico di pannelli d’artista, doveva sorgere nel cuore dell’anfiteatro, proprio in mezzo al parco. Sfogliando online le tavole in bianco e nero e gli schizzi  del progettista Ugo Pulcini  non si può che restare a bocca aperta e  immaginare con la fantasia l’esito finale di questa originale installazione. Leggera, delicata, in perfetta sintonia con ciò che era La Selva.
E’ proprio vero che ogni angolo di questo parco ha qualcosa da raccontare, è un pezzo di memoria, un evento, una storia. A scavare fra le sue radici si trova sempre qualcosa ed è un’esperienza che ogni volta mi sorprende. Si scrive al passato, si racconta qualcosa che è accaduto, ma intanto si pensa al futuro.

Giusy Colmo

Immagine tratta da Internet

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