“PER ME IL FUTURO E’ STASERA!” Tony Manero

“PER ME IL FUTURO E’ STASERA!” Tony Manero

CINEMA/MUSICA I suoi primi qurant’anni: si potrebbe parafrasare in questo modo la ricorrenza dell’uscita di “Saturday Night Fever”, storico film musicale girato da John Badham,, proiettato nelle sale americane nel dicembre del 1977 e considerato dagli appassionati del genere un vero e proprio capolavoro. Me ne sono innamorato perché in quel gustoso melting pot ho trovato, oltre alla fantastica colonna sonora curata dai Bee Gees che in sincerità ho apprezzato soltanto in seguito (per chi non mi conoscesse io nasco rocker, e che rocker..), uno spaccato crudo e sincero della mia amata/odiata società americana.

Effettivamente si è pensato troppe volte ad associare erroneamente il film alla sola figura di John Travolta, ballerino spensierato elegantissimo nel suo impeccabile abito bianco: la droga (l’uso senza fine delle anfetamine per ballare instancabilmente fino al mattino), il disagio sociale (chi erano Tony Manero e i suoi amici? Ragazzi che vivevano a Brooklyn emarginati a causa delle loro origini italo-portoricane con lavori precari), la violenza (le risse erano una costante, la consapevolezza distorta che era più facile stuprare una ragazza che conquistarla con metodi canonici dei ragazzi “per bene”) sono i temi principali trattati dal regista nella pellicola. La traccia per il film venne ricavata dall’indagine (che poi risulterà essere non proprio vera) di un giornalista impegnato a descrivere il sottobosco che faceva da contesto alla moda del momento: la Disco music. L’ambientazione era tipica di quegli anni con la discoteca “Odissey 2001” che la faceva da padrona: giovani con zeppe e calzoni a campana pettinati di tutto punto si lanciavano sulla pista fatta di luci colorate ed illuminata ad intermittenza che oggi farebbe sorridere per la sua semplicità, ma in quel periodo era un must ed aveva un impatto quasi catartico per i ballerini del sabato sera. Le coreografie erano assolutamente il top! Quante volte ancora adesso ci capita di ballarle nei matrimoni e nelle feste di capodanno e soprattutto, quante volte imitiamo la posa con il braccio in su del mitico John? Ma dietro la goliardia del ballo il messaggio era molto sottile: il dolore per una condizione di vita senza troppe aspettative non si fermava alla semplice rassegnazione, spesso esplodeva in una violenza senza freni che quasi infastidisce lo spettatore rapito dall’illusione creata dalla bellezza e dal ritmo delle canzoni. La colonna sonora scaturì dalla sapienza dei mitici fratelli Gibb che, con l’inserimento di artisti dell’epoca, crearono una serie di capolavori in puro stile “Disco” come Stayn’ Alive, Disco Inferno, You should be Dancing, Boogie Shoes, suggellando il tutto con la ballata strappalacrime How deep is your love costruita con gli stereotipi della musica del tempo fatta di archi, tappeti di tastiere e cori in falsetto usata poi in uno dei momenti più toccanti del film. Andando oltre le più rosee aspettative, il disco è diventato uno dei più venduti nella storia della musica raccogliendo premi e riconoscimenti a non finire (ha ricevuto dischi d’oro e di platino in ogni parte del globo), ha rilanciato la carriera dei fratelli Gibb e per noi degli autentici momenti di spensieratezza che difficilmente si perderanno nel tempo.

Yesso
Immagine in evidenza tratta dal web

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