Con…volati a (giuste?) nozze

Con…volati a (giuste?) nozze

ATTUALITA’:

Papa Francesco ci ha abituato a gesti provocatori destinati a farci uscire da alcuni schemi preconfezionati e, tutto sommato, tranquillizzanti. La forza di suddetta “strategia pastorale” sta proprio nel richiamare, con la capacità propria dei gesti simbolici, l’attenzione al concreto vissuto delle persone, la necessità di non rimanere ancorati a teorie astratte e accademiche, l’esigenza di cogliere gli individui nel punto esatto del loro cammino esistenziale.

A volte, lo confesso, non comprendo fino in fondo il significato di determinati gesti o di particolari richiami, ma mi pare di cogliere l’intenzionalità ultima che muove il Sommo Pontefice a “sfidare” con atti che possono anche risultare mediaticamente eclatanti. L’ultimo tra questi, verificatosi ieri sull’aereo che lo trasportava in questo impegnativo viaggio apostolico in Sudamerica, francamente non l’ho capito. Anzi, se devo dare fondo a tutta la mia dose di sincerità, mi è parso inopportuno e criticabile.

Le cronache ci hanno raccontato di due operatori di volo, civilmente coniugati, che il Papa ha unito in matrimonio seduta stante (o volante) dopo una non troppo accurata indagine ridotta alla semplice domanda “Siete proprio sicuri?” Al di là della simpatia che può suscitare la circostanza irrituale della celebrazione, alcune domande non mi pare possano essere evitate. Questa iniziativa aiuta a percepire la serietà e lo spessore soprannaturale del sacramento del matrimonio? E’ rispettoso della indispensabile libertà e responsabilità di scelta, anzitutto dei due coniugi in questione, una simile prassi improvvisata? Per coloro, oggi tantissimi, che già vivono un’unione sia legalmente riconosciuta che di fatto, il sacramento così celebrato non rischia di apparire come un semplice “aggiustamento” o una “regolarizzazione” formale di quanto già si vive? Se si pensa di avvicinare il Vangelo alla gente eliminando le procedure burocratiche e farraginose che spesso forniscono un’immagine vetusta e paludata della Chiesa, siamo certi di non scivolare in una esagerata banalizzazione della fede che rischia di produrre un allontanamento ulteriore?

Il Papa, facendo tesoro della sua formazione gesuitica, ci richiama spesso e volentieri a un “discernimento” che consenta di comprendere le situazioni esistenziali di ogni singola persona che incontriamo così da accompagnare la stessa lungo il cammino più consono.  Ma se il discernimento consiste nell’indagine che, stando alle cronache, il Santo Padre ha condotto prima di far “con…volare” i due sposini…forse mi sfugge qualcosa. Qualcuno mi aiuti a comprendere un qualunque significato sotteso ad una scelta che mi appare pastoralmente un poco imbarazzante.

Zio Baldone        

Immagine tratta dal web

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