La Madonna del Carmelo e lo Scapolare che libera dal Purgatorio

La Madonna del Carmelo e lo Scapolare che libera dal Purgatorio

CULTURA:

Il 16 luglio ricorre una delle devozioni mariane più popolari: è la Madonna del Carmine, il cui nome “ufficiale” è Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.

Rischiano ormai di perdersi nel tempo le origini di questa antica devozione che prende il nome Carmelo (dall’ebraico Karmel, «giardino») da un monte della Palestina, dove si rifugiarono in preghiera un gruppetto anonimo di eremiti (forse crociati) dando vita dopo il 1150, all’ordine monastico dei Carmelitani. Sul Carmelo, quei primi asceti costruirono una chiesetta dedicata a Maria, e vennero perciò chiamati “frati della Beata Vergine”.

Perseguitati dai musulmani e cacciati dal monte in seguito alla caduta del “Regno Latino di Gerusalemme”, i Carmelitani si trasferirono in Europa, trovandosi ignorati, indesiderati e quasi “abusivi” per non potersi richiamare a un fondatore; e quindi nell’urgente necessità di un riconoscimento da parte della Chiesa. E lo cercarono, diffondendo tra l’altro il loro titolo di “Frati di Santa Maria del Monte Carmelo”, che aveva scatenato un’aspra controversia ( che durò quasi 150 anni), tipicamente medievale, per l’enorme importanza che allora si dava ai nomi e ai privilegi del patronato. Comunque, alla fine la spuntarono, ottenendo il riconoscimento da papa Onorio III nel 1226.

Legata alla storia carmelitana vi è la devozione allo “Scapolare della Madonna”. Di questa particolare devozione si comincia a parlare verso la fine del XV secolo. E intanto precisiamo che lo scapolare fa parte della divisa di vari ordini monastici: è costituito da due larghe bande di stoffa analoga a quella dell’abito, ricadenti sulle spalle, sul petto e sulla schiena. Dunque si cominciò a parlare alla fine del Quattrocento in base ad alcuni racconti risalenti ad un secolo prima , e connessi ancora al clima di lotta dei carmelitani per essere riconosciuti “Frati di Maria”.

Il racconto, in sintesi, è questo. Nei momenti più difficili dell’insediamento carmelitano in Europa, San Simone Stock (morto nel 1265) d’ origine inglese, uno dei primi priori generali dell’Ordine, nelle sue preghiere chiedeva insistentemente a Maria di proteggere la comunità intitolata al suo nome con qualche privilegio. E il 16 luglio del 1251, dice il racconto, mentre Simone pregava con grande fervore, «La Gloriosissima Vergine Madre di Dio gli apparve accompagnata da una moltitudine di Angeli, tenendo in mano lo Scapolare dell’Ordine» e gli disse: «questo è il privilegio che concedo a te e a tutti i Carmelitani; chiunque morirà con questo Scapolare non patirà il fuoco eterno».

Lo Scapolare era quindi già da prima una parte dell’abito carmelitano. E in base a questa tradizione venne assunto a simbolo, come segno di particolare protezione di Maria. Questo privilegio sarebbe stato poi confermato da una bolla di papa Giovanni XXII, della quale però non c’è traccia storica. Ricevette invece conferma e autenticazione da pontefici successivi, che ne permisero e ne incoraggiarono la predicazione.

Così lo Scapolare Carmelitano (ridotto alle piccole dimensioni di “abitino”) si diffuse presso moltissimi fedeli riuniti in confraternite o liberamente e spiritualmente affiliati all’Ordine. Ed ebbe grande influenza sulla spiritualità e sulla devozione popolare.

Lungo i secoli, pittori da tutto il mondo tradussero in immagine il racconto della visione dello scapolare, opere d’arte che si trovano in varie chiese rette dai padri carmelitani o in altre. Una rappresentazione della visione di San Simone Stock, la si può osservare anche a Paliano, in un dipinto del 1856 del pittore serronese Ignazio Tirinelli, posto nella quinta cappella della Navata destra della Collegiata di Sant’Andrea.

Immagine di copertina:

Nicolas Mignard (1605-1668), La Vergine consegna uno scapolare a San Simone Stock (particolare)

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