Fiocco azzurro nell’area faunistica del capriolo a Trevi nel Lazio

Fiocco azzurro nell’area faunistica del capriolo a Trevi nel Lazio

ATTUALITA’:

Auguro a tutti di fare l’esperienza di un incontro improvviso e inatteso con un animale selvatico. A me è capitato di recente, in Trentino, a 2450 metri. La sorpresa e la fretta dell’animale di allontanarsi mi hanno impedito di immortalare quell’esemplare di capriolo, ma è stato bellissimo. Lo custodisco come uno dei ricordi più emozionanti della vacanza.

Anche nel Lazio è possibile fare incontri simili; nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, ad esempio. Il Parco dei Simbruini è la più vasta area protetta del Lazio e si estende su un territorio di circa 30mila ettari, tra le Province di Roma e Frosinone. Ospita numerose specie animali tipiche dell’Appennino quali il lupo, l’orso bruno marsicano e il cervo che è stato reintrodotto, dopo un accurato studio scientifico. Sono sono state realizzate le aree faunistiche del capriolo e del cervo stesso e proprio nell’area faunistica del capriolo di Trevi nel Lazio si è registrata una nuova nascita.

“Il cucciolo di capriolo – comunica il Parco – era rimasto nascosto sotto la vegetazione da più di qualche mese, e solo ora è uscito allo scoperto seguendo la madre dentro il recinto di Colle Druni. I caprioli appena nati non seguono la madre durante i primi giorni di vita, ma rimangono nascosti nell’erba, aspettando che la madre ritorni ad allattarli. Durante questo periodo i cuccioli non vanno assolutamente disturbati né toccati. Sentendo l’odore dell’uomo le madri infatti non accetteranno più i piccoli… L’area faunistica – proseguono dal Parco – è monitorata costantemente dal personale del Servizio Naturalistico dell’Ente, anche con il foraggiamento degli animali nel periodo invernale”.

Monte Tarino foto di Domenico Serafini. Ufficio Naturalistico
Monte Tarino (foto di Domenico Serafini. Ufficio Naturalistico)

Spesso non è necessario percorrere centinaia di Km per vedere cose belle. Troppe volte le abbiamo a portata di mano e non le apprezziamo, forse non le apprezziamo proprio perché le abbiamo troppo a portata di mano. Vinciamo la pigrizia dunque, e zaino in spalla, prepariamoci a godere di bellezze naturalistiche uniche. Ma non solo. Il Parco, infatti, può essere visitato anche con l’occhio rivolto alle testimonianze di epoche passate, in un excursus storico che abbraccia millenni. Si va dalle mura “saracene” di Filettino (IV – V secolo a.C.), ai ruderi dell’antico abitato di Camerata, distrutto da un incendio nel 1859, passando per il centro storico di Jenne, con i resti del castello dove nacque papa Alessandro IV, e l’imponente Castello Caetani di Trevi nel Lazio, che si estendeva su circa 800mq.

Fine settimana in montagna?

Annalisa Maggi

La foto in evidenza è stata inviata dal SERVIZIO COMUNICAZIONE, PROMOZIONE EDUCAZIONE AMBIENTALE  del PARCO NATURALE REGIONALE MONTI SIMBRUINI

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