Sant’Anna, la “Grande Madre”

Sant’Anna, la “Grande Madre”

CULTURA:

Il solstizio d’estate era simboleggiato tradizionalmente dal matrimonio del Sole e della Luna. Dal solstizio e fino all’equinozio, la natura è in festa e, in festa, sono paesi in cui sagre, cristianizzazioni degli antichi riti agricoli, si susseguono fino all’autunno, dedicate ad un Santo o ad una Madonna cui si attribuiscono alcune funzioni della Grande Madre dai molti nomi: Cerere romana, Cibele frigia, Iside egizia.

Anche sant’Anna, festeggiata il 26 luglio insieme con il marito Gioacchino secondo il nuovo calendario liturgico, che ha riunito nello stesso giorno i genitori della Madonna, ha assunto la funzione della Grande Madre patrona delle partorienti.

Sant’Anna, come Gioacchino, non è ricordata nei Vangeli canonici ma negli apocrifi, a cominciare dal Protovangelo di Giacomo che narra la leggenda della nascita miracolosa della Madonna. Anna infatti era sterile, e solo l’intervento del Signore, a lungo supplicato, le avrebbe permesso di generare colei che il sacerdote avrebbe accolto al tempio esclamando: «il Signore manifesterà la sua redenzione per i figli di Israele». Il suo nome ricalca quello di un’altra Anna, la moglie sterile di Elkana, che per grazia del Signore poté generare Samuele. Hannàh, così si diceva in ebraico, deriva dal verbo hanàn, «concedere grazia», e significa: «Dio ti ha concesso la grazia».

Il culto di Anna, sorto in Oriente nel VI secolo, si diffuse in Occidente fino a diventare festa obbligatoria nel 1584. Oggi la santa è considerata, oltre che patrona delle partorienti e della madri di famiglia, anche delle donne che desiderano la maternità, delle ricamatrici e delle lavandaie perché, secondo una leggenda, avrebbe esercitato questi mestieri. E’ infine patrona dei minatori perché essi portano alla luce ricchezza così come Anna offrì il tesoro più prezioso per l’umanità, la madre del Salvatore. Se il patronato sulle donne che desiderano figli, sulle partorienti e sulle madri di famiglia si può ricollegare alla leggenda narrata dai vangeli apocrifi, come d’altronde il color verde del suo manto eguale a quello delle gemme di primavera, perché nel suo seno è «germogliata» la speranza del mondo, la sua rappresentazione come di una Grande Madre è da ricollegarsi al culto precristiano della dea romana Anna Perenna, la cui festa, celebrata alle Idi di marzo, introduceva nel nuovo anno (annare) e accompagnava benevolmente la natura e gli uomini per tutto l’anno (perannare), e a quello di Demetra – Persefone o Cerere – Proserpina, dove la Grande Madre genera la Figlia che a sua volta genera , come si rievoca nei misteri di Eleusi, la Spiga di grano mietuta in silenzio, il sacro fanciullo Brimos. In un contesto teologico diverso la madre Anna genera Maria che, fecondata dallo Spirito Santo, genera la Spiga di salvezza.

Il culto di Sant’Anna è molto diffuso nel mondo. Sono tantissimi i paesi che hanno eletto Sant’Anna a patrona o che la venerano. Tantissime le parrocchie, le chiese e le confraternite a lei titolate. A Paliano è presente dal 1722 la congregazione della Pia Sorellanza di S. Anna. Essa venne unita, con apposito decreto dall’allora Cardinale e Vescovo di Palestrina Francesco Barberini, al preesistente sodalizio detto del Gonfalone nell’Oratorio di S. Maria Nuova (o della neve), divenuta poi Chiesa Parrocchiale di S. Anna nel 1791. Scopo della sorellanza è accrescere la devozione verso la santa e giovarsi a vicenda tra le ascritte nei bisogni sia spirituali che temporali. Il numero delle Sorelle è tassativamente di ottanta, in memoria degli anni vissuti (come si crede) dalla santa Patrona.

Artisti di tutti i tempi hanno raffigurato Anna quasi sempre in gruppo, come Anna, Gioacchino e la piccola Maria, oppure seduta su un’alta sedia come un’antica matrona con Maria bambina accanto, o ancora nella posa ‘trinitaria’, cioè con la Madonna e Gesù bambino, così da indicare le tre generazioni presenti.

Nella grande pala dell’altare maggiore presente nella Chiesa di Sant’Anna a Paliano, vi è rappresentato il momento in cui lo Spirito Santo palesa a S. Anna la divina predestinazione di Maria; sul retro, quasi in ombra, S. Gioacchino. L’opera è di Andrea Sacchi (1599-1661), esponente principale del classicismo nella pittura romana della metà del XVII secolo, e venne donata alla Chiesa dal cardinale Girolamo I Colonna, Duca e Principe di Paliano dal 1639 al 1666.

Immagine di copertina:

Lorenzo Lotto, Sacra Famiglia con i Santi Girolamo e Anna, 1534, Uffizi, Firenze.

Fonti bibliografiche:

Cattabiani A., CALENDARIO. Le feste, i miti, le leggende e i riti dell’anno, Mondadori Ed., Milano 2003.

 

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