Storie di migranti. Il Brasile di Saturnino Pacitti

Storie di migranti. Il Brasile di Saturnino Pacitti

STORIE:

Forse non tutti conoscono la storia dell’emigrazione italiana in Brasile e sanno che il gigante sudamericano è uno dei paesi che ha accolto il maggior numero di connazionali emigrati. Solo tra il 1886 e il 1914, un milione e mezzo di italiani si sono imbarcati sui piroscafi che attraversavano l’oceano Atlantico per raggiungere il lontano Brasile, in cerca di migliori condizioni economiche ed esistenziali, attratti dalla prospettiva di poter impiantare in proprio una azienda agricola, obbiettivo difficilmente realizzabile nella terra d’origine. Quelli di loro più intraprendenti abbandonarono le campagne ed il sogno di diventare piccoli proprietari terrieri e si avventurarono nel settore dei servizi, nel commercio, al dettaglio e all’ingrosso, contribuendo notevolmente al rapido sviluppo delle città e del loro Paese di adozione.

L’Ambasciata italiana stima che attualmente in Brasile vivano 30 milioni di discendenti italiani, ovvero 15 brasiliani su 100 sono figli, nipoti o pronipoti di italiani. Sembra addirittura che, contando i cognomi registrati all’anagrafe, San Paolo sia la seconda città italiana più popolata del mondo dopo Roma.

La mobilità umana è un “fatto sociale totale” un fenomeno cioè che coinvolge più persone ognuna nella sua complessità individuale e di relazione con gli altri. I percorsi migratori sono compiuti da uomini e donne di ogni età e provenienza, i quali proprio per la loro unicità determinano viaggi straordinari e danno vita a storie particolari. Pertanto, non possono essere dimenticati i tanti italiani, emigrati o nati all’estero, e i discendenti che, con le loro vite semplici e comuni, hanno contribuito o contribuiscono in maniera determinante alla straordinarietà dell’emigrazione italiana.

Saturnino Pacitti nasce a Bragança Paulista, nello Stato di San Paolo, il 18 gennaio 1898, secondogenito di Augusto Ippolito Pacitti e Anna Anatolia Pacciani, originari di Paliano, in Ciociaria, emigrati giovanissimi in Brasile nel giugno del 1895. Ancora adolescente, quando non è impegnato a scuola, insieme ai suoi fratelli, Saturnino aiuta nel lavoro il genitore, proprietario di una rivendita di caffè, farina e altri generi alimentari. Terminati gli studi, conseguendo il diploma di scuola primaria, decide di avviarsi alla professione di sarto, non disdegnando l’interesse per le vicende politiche locali ed anche nazionali. Lo troviamo infatti coinvolto in vario modo nei sommovimenti sociali che culmineranno poi con la Rivoluzione Costituzionale del 1932.

Non trascura però la sua attività sartoriale che intanto, in quegli anni, si sviluppa sempre più, trasformandosi in una vera e propria attività imprenditoriale, con diversi collaboratori impiegati. Nel 1944 Saturnino si prodiga instancabilmente per la fondazione dell’ Associazione dei sarti in città. Anche sua sorella América Pacitti, coniugata Colicigno, si dedica alla sartoria, divenendo una rinomata insegnante di cucito, con la creazione di una vera e propria scuola di moda, frequentata da diverse ragazze e donne della città. In possesso di una spiccata intelligenza, Donna América è stata anche una valente scrittrice e poetessa, e in virtù di queste sue doti umane e intellettuali, le è stato assegnato il titolo di “baronessa”.

Tornando a Saturnino, nel 1947, con insistenza viene invitato dai suoi amici a presentarsi alle elezioni comunali della città. Sarà eletto in consiglio nelle file del Partito Nazionale del Lavoro. Inizia così il suo lungo impegno di amministratore cittadino, svolto sempre con passione e spirito di servizio. Oltre a risolvere le esigenze primarie della popolazione, come l’estensione dell’energia elettrica nei quartieri della città privi di tale miglioramento, l’Assessore Saturnino si prende cura anche dell’educazione e formazione culturale delle giovani generazioni, con l’istituzione di scuole di orientamento professionale e istruzione di base, la creazione della biblioteca pubblica e del Museo Civico. Per i servizi resi alla città, il Consiglio comunale gli concede il titolo di “Cittadino Emerito” e per la sua dedizione alla causa costituzionalista, nel 1984 riceve il diploma e medaglia dal legislatore dello Stato di San Paolo.

Dal 1940 e fino al 1982, anno in cui cessa la sua attività per motivi di salute, Saturnino ha coltivato anche la sua passione per la storia locale, scrivendo decine di articoli, pubblicati da diversi giornali e riviste brasiliane. E’ stato anche uno dei soci fondatori dell’Associazione Stampa Bragantina e dell’associazione “Amici Società del Comune”.

Alla sua morte, avvenuta il 13 gennaio 1987, la città di Bragança Paulista, decide di perpetuarne la memoria dedicandogli un busto nel Museo Civico da lui promosso.

In seguito, nel 1991, l’Amministrazione comunale delibera di dedicargli anche una strada della Città,”Square Saturnino Pacitti”, onore riservato anni prima anche a suo padre Augusto Ippolito Pacitti (1874-1959), per grandi meriti acquisiti nel campo del lavoro e del commercio.

Immagine di copertina:

Foto del 1945, scattata in occasione delle nozze d’oro di Augusto Ippolito Pacitti e Anna Anatolia Pacciani (seduti, al centro nella foto), circondati dai figli, nipoti, genero e nuore. Dalla loro unione nacquero 5 figli: Vincenzo, Saturnino (seduto, a destra nella foto), América, Antonio e Giuseppe.

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