Paliano 1904, l’arrivo dell’energia elettrica e dell’acqua potabile

Paliano 1904, l’arrivo dell’energia elettrica e dell’acqua potabile

STORIE:

Per l’uomo di oggi è impossibile concepire la vita quotidiana senza disporre di energia elettrica e di acqua potabile, beni largamente diffusi e a portata di mano. Ma già 100 anni fa erano pochissimi i centri abitati che potevano disporre di questi due preziosi elementi.

A Paliano per il fabbisogno idrico ci si serviva, e da secoli, dell’acqua piovana raccolta nelle cisterne scavate nel tufo o di qualche piccola sorgente situata fuori delle mura e l’unica forma di energia, oltre a quella delle braccia, era rappresentata da quella animale: o di mulo o di somaro. Quanto poi alla luce per schiarire le tenebre, fumose lampade ad olio o, per chi poteva permetterselo, tremolanti candele, o verso la fine dell’800, lampade a petrolio.

Alle soglie del 1900 e precisamente il 28 gennaio 1901, il Comune di Paliano in associazione con il Comune di Anagni, costituì un Consorzio per la costruzione e messa in esercizio di un impianto idroelettrico per l’innalzamento di una sufficiente quantità di acqua potabile e per l’illuminazione elettrica. Venne nominato presidente del consorzio il comm. Nazzani e delegati per il Comune di Anagni i signori G. Gigli e G. Dandini, per il Comune di Paliano i signori Giulio Navone e Raffaele D’Ottavi, sindaco di Paliano. Segretario del Consorzio venne nominato il signor Muzio Colacicchi, segretario comunale di Anagni.

Il 9 marzo 1903 subentrò alla presidenza il Consigliere provinciale Giulio Navone e di conseguenza la sede consorziale fu trasferita da Anagni a Paliano. Nello stesso anno divenne segretario dell’ente Tullio Calselli, già segretario del Comune di Paliano. Nel 1904, alla morte del sindaco di Paliano, Raffaele D’Ottavi, avvenuta il 9 maggio, subentrò come delegato di Paliano l’assessore Marcello Schifalacqua. Questa rappresentanza provvide, con funzioni del tutto gratuite, all’impianto della conduttura e dell’illuminazione, nonché all’esercizio dell’opera nei modi più conveniente per i rispettivi Comuni.

La direzione dei lavori, il cui importo ascendeva ad oltre mezzo milione di lire, venne affidata allo stesso autore del progetto, l’ing. Idraulico Giuseppe Olivieri, al quale si affiancò in seguito come collaboratore l’ing. Camaiti di Roma.

L’energia per questo impianto venne sviluppata nella località dell’Alto Aniene e precisamente a 400 metri sopra la confluenza del Simbrivio, in territorio del Comune di Trevi nel Lazio. Vennero derivati 18 moduli di acqua per mezzo di un canale che la restituiva al fiume stesso con un salto di 15 metri, producendo un’energia meccanica di 360 cavalli utilizzati nell’officina centrale, costruita a metà del canale indicato. All’interno dell’officina vi erano 3 turbine che, collegate ad altrettanti generatori elettrici, trasformavano l’energia meccanica in energia elettrica, completando così il ciclo. I circuiti trifasici che conducevano la corrente alle due città, sebbene indipendenti, erano montati sugli stessi pali per una lunghezza di 4.200 metri, cioè alla stazione centrale di Comunacqua alla Madonna del Monte. Qui aveva termine l’impianto per quella parte che era consorziale e seguivano gli impianti propri di ciascun Comune.

Il circuito che conduceva la corrente elettrica a Paliano volgeva a destra della Madonna del Monte e sempre in linea retta dopo 9.800 mt raggiungeva l’officina delle pompe che elevavano l’acqua in città, proveniente dalla sorgente di Merago distante 4.260 mt, condotta con tubi di ghisa che traversavano, in galleria lunga 200 mt, il monte dell’Ara del Marmo a Terrignano. L’acqua sollevata si scaricava immediatamente in un serbatoio costruito per l’occasione, addossato alle mura del Forte di Paliano. Da questo veniva diramata alle 9 fontanelle della città ed a un pubblico abbeveratoio e lavatoio.

La linea elettrica proseguiva oltre l’officina delle pompe per altri 300 mt e conduceva la corrente in città alla tensione di 7.650 volts arrestandosi all’officina dei trasformatori, i quali l’abbassavano alla tensione di 265 volts. L’energia condotta a Paliano era di 416 kW pari a 60 cavalli dei quali 10 per l’elevazione dell’acqua e 50 nell’interno della città per luce ed altro.

Il servizio di distribuzione dell’acqua, inizialmente nelle fontane pubbliche e solo successivamente fin dentro le abitazioni, veniva gestito direttamente dall’ufficio Tecnico Comunale con i suoi fontanieri. Lo stesso dicasi per il servizio elettrico, il quale fondamentalmente era la Luce, che illuminò le strade di Paliano e le sue abitazioni.

L’impianto idroelettrico venne ufficialmente inaugurato ad Anagni il 7 agosto del 1904 e a Paliano il 23 ottobre 1904, alla presenza del vescovo di Palestrina, cardinale Vincenzo Vannutelli, del sottoprefetto di Frosinone Tabanelli, del consigliere provinciale Giulio Navone e altre autorità locali. Per l’occasione venne posta anche una lapide celebrativa sopra la prima fontana palianese, che si trovava di fronte a quella che oggi affianca l’ingresso di Porta Napoletana. I festeggiamenti si conclusero con un concerto della banda di Paliano, una tombola di £ 500 a beneficio dell’asilo infantile, gli immancabili fuochi d’artificio e un banchetto nelle sale del palazzo Colonna, gentilmente concesse. Per l’occasione vennero realizzate anche le due fontane di «mostra» in travertino, a Piazza Marcantonio Colonna e a Piazza Indipendenza.

Il Consorzio Anagni-Paliano gestì i servizi idrici ed elettrici dei due Comuni per 50 anni. Nel 1954 venne liquidato perché ormai la sua attività era caratterizzata da crescenti disservizi, inaccettabili dagli utenti e con pesanti riflessi negativi sui bilanci dei due Comuni. Non era quindi più conveniente tenere in vita un ente che assorbiva tante risorse e si rivelava poco produttivo.

A Paliano nel 1955, l’Amministrazione Renzimucchi affidò al sig. Fernando Sturvi lo studio di un progetto di costituzione di una azienda municipalizzata per la gestione dei servizi idrici ed elettrici e il regolamento speciale, atti che ottennero l’approvazione della Giunta provinciale amministrativa di Frosinone. Nacque così l’A.M.E.A., la cui entrata in funzione ebbe inizio il 1° gennaio 1957. Ma questa è tutta un’altra storia.

immagine:

Cartolina postale del 1905, da collezione privata.

fonti bibliografiche:

Per l’inaugurazione dell’acqua e della luce, in L’ERNICO ILLUSTRATO, Numero Unico, Anagni, 30 agosto 1904.

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