Vite da ROMAnzo, tra storie private e successo

TEATRO: 

Ognuno è un cantastoria 
tante facce nella memoria 
tanto di tutto tanto di niente 
le parole di tanta gente. 
Tanto buio tanto colore 
tanta noia tanto amore

tante sciocchezze tante passioni 
tanto silenzio tante canzoni. 

Anche tu così presente 
così solo nella mia mente 
tu che sempre mi amerai…”

La loro storia, ieri sera, Anna Magnani e Gabriella Ferri l’hanno ascoltata. Le ho immaginate sedute tra il pubblico e mi sembrava che, a tratti, si alzassero per avvicinarsi e toccare le mani della cantante e attrice Elena Bonelli. E’ lei, la “Voce di Roma nel mondo”, a dare corpo e anima a due icone della romanità nello spettacolo “Magnani – Ferri, vite da ROMAnzo” andato in scena, in anteprima nazionale, al Teatro Nestor di Frosinone.

Accompagnata da Giandomenico Anellino alla chitarra, Dario Rosciglione al contrabbasso, Gianni Oddi al sax e clarinetto e dal pluripremiato regista, attore, sceneggiatore, musicista di Frosinone, il maestro Stefano Reali, che è anche il regista e voce narrante dello spettacolo, la Bonelli interpreta segmenti di vita delle due donne, prima di tutto. Delle loro passioni, dei sentimenti, delle gioie, dei tradimenti, delle lacrime. I drammi privati dell’interprete di“Roma città aperta”, la pellicola rosselliniana simbolo del neorealismo italiano, nata a Roma nel 1908, figlia di N.N., che canta “O surdato nnammurato” pensando al figlio ricoverato in Svizzera per curare la poliomielite e della cantante dalla voce dura, nata e cresciuta a Testaccio, innamorata sin da piccola del suo papà, un commerciante ambulante di dolci, che le trasmette l’amore e la passione per la musica ma che non le disse mai “ti voglio bene” perché “apparteneva a una generazione che certe cose nun le diceva”, vengono tratteggiate con una dolcezza amara che fa ridere e commuovere. Lo spettacolo è una carezza delicata ma penetrante nel cuore dello spettatore che sogna una Roma e un Paese che non ci sono più. Tra battute pungenti, aneddoti e fotografie che scorrono, si canta, si ricorda e si apprezza ancor più, se possibile, il valore artistico delle muse ispiratrici del testo di Reali oltre che della protagonista.

Accanto ai lustrini, ai premi e alle apparizioni davanti ai flash dei paparazzi, le vite di Anna Magnani e di Gabriella Ferri, come quelle di tutti noi, hanno conosciuto i tormenti di figlie, di donne, di mogli e di madri (nel caso della Magnani), che hanno riso, pianto e che si sono sentite sole.

“Cos’è la solitudine, per te, Gabriella?” “La solitudine è sentirsi male quando si sta soli e peggio quandosi è in compagnia. O tutte e due”.

Il ripario cala sull’incontro immaginario della voce di “Dove sta Zazza’?” e di Nannarella che “fanno qualcosa insieme” in “Magnani – Ferri, Vite da ROMAnzo” dal 3 al gennaio al teatro Golden di Roma. Da non perdere!

Annalisa Maggi

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