Malattie e salute nella Paliano dell’Ottocento

Malattie e salute nella Paliano dell’Ottocento

STORIE:

La cura della salute ad opera della sanità pubblica, nel nostro Paese, inizia ancor prima dell’Unità d’Italia con la legge sabauda 3793 del 20 novembre 1859, in seguito applicata, via via a tutti i territori annessi. Con tale legge i sindaci, di nomina regia divennero i primi “ufficiali sanitari” del Comune, nell’ambito di una scala gerarchica che partiva da loro per arrivare in alto al Ministero degli Interni (in pratica “la salute dei poveri” era più una questione poliziesca che igienico sanitaria).

Una prima legge organica in materia di sanità venne poi approvata nel 1865; seguì la complessiva riforma voluta da F. Crispi, il “codice sanitario” del 1888, con il quale verrà data una prima sistemazione più razionale e moderna alla legislazione relativa alla salute e all’igiene pubblica.

Si realizzò un sistema sanitario piramidale facente capo al Consiglio superiore di sanità, che istituì laboratori provinciali di Igiene e Profilassi. Alla base di questa piramide sanitaria vi era la figura del “medico condotto” (istituzione già introdotta nel XVII secolo), Ufficiale sanitario dello Stato, il cui compito era quello di assicurare la difesa della salute pubblica sotto il profilo igienico-sanitario ed era la garanzia delle condizioni di salute della popolazione. Era chiamato Condotto perché era un medico stipendiato secondo un contratto di “condotta” con l’ente, generalmente il Comune, con cui stipulava il contratto per adempiere alla funzione medica continua (diurna e notturna) di una comunità.

La figura del medico condotto, che la mia generazione ha conosciuto e ricorda ancora adesso con grande affetto, ha avuto, nei secoli trascorsi, una enorme rilevanza, non solo da un punto di vista sanitario, ma anche sociale ed umano. Il suo ruolo andò in esaurimento a partire dal 1978 con l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale e la nascita della nuova figura professionale del medico di medicina generale.

Medico condotto del Comune di Paliano dal 1874 al 1914, Pompeo Beguinot, discendente di un ufficiale napoleonico originario della Borgogna, diede alle stampe, nel 1881, un importante ed interessante rapporto sullo stato della sanità pubblica a Paliano nel biennio 1879-80. Si trattava dei dati raccolti per l’indagine commissionata a livello nazionale nel 1877 dal deputato e medico Agostino Bertani, parallela alla cosiddetta “Inchiesta Jacini”, sulle condizioni sanitarie dei lavoratori della terra in Italia. Il Beguinot portò a termine tale indagine ma non si limitò a compilare i questionari; li elaborò in proprio e ne ricavò un libretto che descrive la realtà del nostro paese. La sua lettura ci fornisce uno spaccato della vita dell’epoca con numerose notizie non solo di carattere sanitario, ma anche sociale ed economico.

Nell’estate del 1879 ci fu una vera e propria epidemia con «…mortalità piuttosto rilevante (…) quando infierirono le febbri miasmatiche semplici, con complicazioni dissenteriche e gastriche», così scrisse il dottor Beguinot. Dal 1° luglio al 30 settembre 1879 furono ricoverate nell’Ospedale Civico, che aveva una capienza di 20 posti letto, 168 persone, e moltissime altre dovettero tornare alle loro case, non trovando un letto dove giacere.

Ma quali furono le cause di questa epidemia che si rinnovò anche l’anno successivo? Ecco le testuali parole di Pompeo Beguinot: «non terminerei per ora, se tutte qui volessi noverare le cause che sono perenne fomite di malattie in questa popolazione, per la niuna osservanza, anzi pel disprezzo che essa fa di ogni precetto igienico. E valga il vero: la nettezza personale qui non si conosce: le indumenta, in ispecie da letto, qui non si cambiano se non quando il sudiciume di esse ha fatto assorbire all’organismo i miasmi più fediti e più nocivi. Il proprio corpo è dal contadino curato meno di quello dell’animale immondo che da esso viene custodito, il sudore è sempre tenuto in non cale e spessissimo accade vedere il contadino grondante di sudore assidersi innanzi alla propria casa (…)».

A questo quadro desolante è da aggiungere: « (…) una invernata eccessivamente fredda (quella del 1879-80) e perciò perniciosissima alla salute pubblica, nonché la fame per moltissime famiglie contadine (…) costrette a cibarsi di legumi, granturco e pochi erbaggi (…) fattori che finirono di indebolire una salute già tanto malferma».

La malaria infieriva e «(…) dai volti sparuti d’ognuno, dai lineamenti assottigliati, dal colorito giallo sporco, terreo, appariva l’impronta dell’infezione palustre». Il dottor Beguinot ritenne di trovare le cause della malaria nelle periodiche piene del fiume Sacco e degli affluenti che attraversano il territorio palianese. L’infezione anofelica – una presenza millenaria – aveva infatti il suo terreno di coltura nelle distese di acque stagnanti, prodotto in larga misura di un dissesto idrogeologico aggravatosi negli ultimi tempi e provocato dai disboscamenti inconsulti e dalla scarsità degli interventi pubblici per la bonifica e l’inalveamento dei corsi d’acqua.

Per le conoscenze scientifiche del tempo, si riteneva che la malaria fosse provocata dai miasmi esalanti dalle acque paludose e non che fosse diffusa dall’anofele. La stessa parola malaria (aria cattiva) è la prova evidente dell’equivoco. Ma fu proprio nel 1880 che vennero scoperti i parassiti della malattia, ad opera del medico francese Charls L.A. Laveran, Premio Nobel per la Medicina 1907.

immagine di copertina: Cristobal Rojas, la miseria (1886), Galeria de Arte Nacional, Caracas – Venezuela

Beguinot P., La Sanità Pubblica In Paliano. Risposta alla relazione in ordine al Servizio Sanitario del Dottore Pompeo Beguinot. Frosinone, Renna e Stracca, 1881.

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