Paliano 1909, la nascita della “Cassa rurale cooperativa di prestiti”

Paliano 1909, la nascita della “Cassa rurale cooperativa di prestiti”

STORIE:

Il movimento delle Casse Rurali nacque in Germania per opera di Friedrigh Wilhelm Raiffeisen, borgomastro di alcuni paesi renani, di povera economia agricola. Alla metà del XIX secolo egli costituì organismi cooperativi per realizzare il credito agrario e liberare i contadini dall’usura, diffusa in tutte le campagne europee. Le casse Raiffeisen si diffusero molto rapidamente in Germania, anche a causa della crisi economica e di un certo indirizzo religioso; anche nel resto d’Europa ebbero molto successo. In Italia il primo a fondare una Cassa rurale, importando il modello tedesco nel 1883, fu il padovano Leone Wollemborg, che divenne in seguito Senatore e Ministro delle Finanze. Le casse Wollemborg che man mano si diffusero in Veneto vennero definite “neutre” in quanto non legate a movimenti confessionali anche se ottennero l’appoggio di numerosi parroci. La prima cassa “confessionale”, vale a dire ancorata decisamente ai principi cristiani, venne fondata nel 1892 a Gamberare (VE) dal sacerdote Luigi Cerutti.

Nel 1891, l’enciclica Rerum Novarum di papa Leone XIII, sollecitando i cattolici all’azione sociale, a forme di tipo solidaristico per vincere la solitudine dei più poveri, diviene il manifesto dell’ampio, diffuso movimento. Perfettamente inserito in questa corrente, Don Cerutti divenne il fautore ed il promotore di un nuovo corso delle Casse rurali che, Inizialmente concentrate nel Veneto ed in Sicilia, con il tempo si diffusero anche nel resto d’Italia.

A costituire le prime Casse furono in genere i parroci dei paesi, sostenuti ed incoraggiati da qualche ecclesiastico di rilievo della diocesi o dallo stesso vescovo, ma affidati quanto all’assistenza legale e tecnica al solo aiuto di un qualche notaio od avvocato volenteroso.

A Paliano l’Istituto bancario fu fondato nel 1909 dall’attivissimo sacerdote Don Camillo Pesciotti che insieme a 45 soci costituirono quella che all’epoca prese il nome di Cassa rurale cooperativa di prestiti, di cui ne divenne il segretario per diversi anni ed anche Vice Direttore. Il 3 novembre di quell’anno, presso la sede del Circolo Giovanile Cattolico, in Via Moele Tosi 2, il notaio Avv. Antonio Apolloni redasse l’atto costitutivo sottoscritto dai soci fondatori che, nella circostanza, nominarono il Presidente, nella persona del Cav. Rodolfo Pantellini, e i restanti membri del Consiglio.

Tra i soci fondatori prevalgono i possidenti e agricoltori (48%), quindi alcuni artigiani, 4 commercianti, 4 impiegati comunali e 2 pensionati. Non mancano ovviamente i sacerdoti, in numero di sei, che peraltro furono gli animatori dell’impresa.

La Cassa Rurale aveva, infatti, una impronta prettamente confessionale, essendo una emanazione della Società cattolica “Fede e Lavoro”. Il suo Statuto conteneva le classiche clausole delle Casse cattoliche per cui (art.4) «possono appartenere alla Società soltanto persone ossequienti alla Religione cattolica di conosciuta moralità ed onestà che risiedono nel territorio di Paliano». Tra l’altro, a tutti i Soci era fatto obbligo di soddisfare il Precetto pasquale. A certificare l’avvenuto adempimento, veniva rilasciato dalla Presidenza un biglietto che comprovasse l’atto compiuto, mancando il quale il socio era anche passibile di espulsione.

Dalla data di costituzione della Cassa bisognerà attendere, per l’operosità della stessa, il decreto della Corte d’Appello di Roma del 26 luglio 1910, che ordina al Tribunale di Frosinone la trascrizione e l’affissione dell’atto costitutivo e dello statuto.

La prima operazione bancaria avviene il 30 ottobre 1910 ed è da quella data che comincia l’operatività vera e propria con l’apertura di un deposito su libretto (N°1) di 380 lire a nome di Don Luigi Giorgi. Alla fine del primo esercizio, il totale delle operazioni è di 36. I libretti di risparmio accesi (N°6) ammontano a 1955 lire e le quote sociali sottoscritte sono pari a 124 lire. I prestiti ai soci vengono effettuati con sconto cambiali che, in questo primi mesi di attività raggiungono il numero complessivo di 17 per un capitale di 1750 lire che fruttano alla Cassa un interesse di 60,31 lire. Il primo esercizio si avvia alla conclusione con una giacenza di cassa di 174 lire e 33 centesimi.

La Cassa rurale palianese già dopo un anno dalla sua nascita era diventata motivo d’orgoglio per la Città e per il mondo cattolico. La banca affrontò i periodi di crisi degli anni 20 e 30 del novecento, resistendo all’invadenza del fascismo, alla crisi economica della nazione e al tracollo della seconda guerra mondiale per poi rilanciarsi nel dopoguerra, superando una fase di difficoltà grazie alla tenacia di alcuni soci, sino ad espandersi e raggiungere traguardi sempre più prestigiosi: dal piccolo locale dei primi anni alla grande sede di oggi e alle quattro filiali radicate da tempo nei paesi limitrofi.

Immagine di copertina: carta intestata della Società Cattolica – Cassa Rurale, anno 1914.

Fonti bibliografiche:

AA.VV., Dalla Cassa Rurale di Prestiti a Banca di Credito Cooperativo di Paliano “1909-2009”, Alatri 2009.

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