Statuta Terrae Palliani

Statuta Terrae Palliani

CULTURA:

Il termine Statuto (dal latino tardo statutum, participio passato neutro di statuěre «stabilire») venne usato nel medioevo per designare il complesso di norme che regolavano la vita dei liberi comuni; successivamente ebbero lo stesso nome le tavole di costituzione delle corporazioni di arti e mestieri.

Con gli Statuti, i comuni formatisi in seguito della crisi e del dissolvimento del mondo feudale, si dettero proprie leggi e costituirono degli ordinamenti liberi ed indipendenti, esercitando giurisdizione, imponendo tributi, battendo moneta e stringendo alleanze politiche ed economiche.

Lo Statuto era un bene prezioso, veniva incatenato e rilegato affinché non venisse rubato. I primi documenti delle comunità erano scritti in lingua volgare, con informazioni, norme, sentenze e prescrizioni declamate a voce alta, una volta all’anno, sulla piazza del paese, in modo che tutti potessero ascoltare e comprendere.

Lo Statuto è lo specchio della vita sociale del tempo. In genere questi documenti disciplinavano in dettaglio situazioni comunemente diffuse e che interessavano la comunità: norme igieniche, di salute, urbanistiche, di diritto amministrativo, penale e civile. Gli statuti quindi differivano da una località all’altra, perché diversi erano i modi per affrontare i problemi.

Anche Paliano, nel medioevo, ebbe un suo Statuto comunale ma, andato distrutto in seguito ad un incendio, venne riscritto nel 1531, per volere di Ascanio Colonna.

Il figlio Marcantonio II lo confermò ed emise delle disposizioni per la sua applicazione.

Con lo “Statuto della Terra di Paliano”, tutta la vita civile era regolata e controllata, ed i suoi abitanti erano garantiti da un complesso di leggi che proteggevano i loro atti e le loro sostanze. Esso stabiliva, tra l’altro, che ogni anno, il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, i consiglieri della Comunità di Paliano eleggessero tra la popolazione, due Capitani del Popolo. Ogni giorno, uno almeno di essi doveva sedere sul “banco del diritto” per rendere giustizia e vigilare che a nessuno fosse fatto torto. Era loro compito sedare liti e risse, ed erano esenti dalle tasse durante l’incarico. Non potevano essere rieletti che dopo tre anni dall’ultimo incarico. Sei Contestabili, uno per contrada (Piano, Borgo, Portella, Colle e Pigna) e uno tra i nobili, erano eletti due volte l’anno, il 13 dicembre nella festa di S. Lucia e l’11 luglio nella festa di S. Barnaba. Essi dovevano vigilare attentamente che ogni cosa risultasse a favore della comunità e a difesa dei suoi beni. Ognuno dei Contestabili, a sua volta, eleggeva un Sovrintendente per vigilare su pesi, misure, confini, strade, prezzi dei generi alimentari e dei prodotti artigianali ed ogni vertenza su tali cose. Gli Ufficiali della comunità erano complessivamente 23, di cui due Capi-popolo, 6 Contestabili, 14 Consiglieri e un Camerario (cassiere economo).

Tutti gli Ufficiali una volta l’anno, e precisamente nel mese di maggio, dovevano condurre tre giovani ciascuno, lungo i confini del territorio, perché imparassero bene questi confini e perché nessun danno fosse ad essi arrecato.

Una norma statutaria stabiliva e ordinava, tra l’altro, che ogni abitante della Terra di Paliano, tutti i sabati, doveva pulire la strada davanti la propria abitazione, e chi contravveniva era multato ogni volta di cinque soldi; ed ancora, che a nessuno era lecito gettare immondizie nelle strade pubbliche, sotto pena di cinque soldi per qualsiasi strada e che, per il loro smaltimento, gli abitanti dovevano servirsi degli appositi luoghi, indicati dai Sovraintendenti.

Lo Statuto stabiliva che ogni nobile della Terra di Paliano, a seguito dell’aristocratica condizione, potesse portare le armi entro la suddetta terra, e che fosse esentato dal pagamento di alcuna tassa. Privilegio questo, accordato anche, ma solo per i primi tre anni ed esclusa la tassa del sale, ai forestieri che si fossero stabiliti nella Terra di Paliano. Un’altra norma prevedeva anche un maestro a carico della comunità, per insegnare grammatica ai fanciulli.

Lo Statuta Terrae Palliani resterà in vigore, con alcune variazioni, fino al 1816.

Immagine di copertina: Pianta prospettica di Paliano, XVII secolo (Archivio Colonna, Subiaco)

Fonti bibliografiche: Statuta Terrae Palliani, MDXXXI, (traduzione a cura di F. Meloni), Subiaco 1992.

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