Dimmi come ti chiami… L’origine dei nostri cognomi (2ª parte)

Dimmi come ti chiami… L’origine dei nostri cognomi (2ª parte)

CULTURA:

In Italia esistono circa 330.000 cognomi. Una straordinaria varietà che non ha paragoni in Europa, dovuta alla frammentazione linguistica del Paese con numerosi dialetti e il relativo sviluppo tardivo di una lingua nazionale.

Attraverso i dati statistici si rileva che i cognomi di più alto rango in Italia sono 226; di questi solo 86 hanno un’area di distribuzione panitaliana ( cioè sono presenti in tutto il territorio nazionale); la maggior parte (123) caratterizza un’area limitata a una o due delle tre grandi ripartizioni del territorio italiano (Nord, Centro, Sud); un gruppetto di 17 cognomi ha un’area di distribuzione interregionale, regionale o anche provinciale (sino al limite di una o due province).

Il 40% circa dei cognomi italiani trova origine in un nome personale, all’origine il nome della persona, da cui, per motivi vari, si cominciò a denominare anche il gruppo familiare: così Martino, o più spesso Martini come plurale di valore collettivo ‘la famiglia, la casata, quelli di Martino’. I nomi di nazioni, regioni, popoli, città, villaggi, casali o accidenti geografici costituiscono un’altra importantissima fonte, numericamente assai cospicua, per la formazione dei cognomi: si pensi che ben il 37% dei nostri nomi di famiglia ha un valore originario d’indicazione di provenienza o di dimora abituale. Qualche esempio: Albanesi, Latini, Greco, Romagnoli, Lombardi, Piacentini, Romani… Da un soprannome trae origine il 15% circa dei nostri cognomi. Spesso scherzoso e ironico, non di rado polemico o offensivo, il soprannome risponde generalmente a esigenze di concretezza e a ricerca di espressività e ha, di norma, un significato trasparente: allude per lo più a caratteristiche fisiche della persona a cui è riferito (colore dei capelli e del pelo, corporatura, imperfezioni…); esempio: Bruni, Bianchi, Gobbi, Grossi, Mancini, Ricci, Rossi, Ruffo (da rufus = rosso), Sordi, Testa, Tozzi, Vecchietti...; a particolari attitudini e qualità (morali, intellettuali di carattere o di comportamento abituale) es.: Allegretti, Bonomo, Bevilacqua, Boni, Bizzarri, Schifalacqua…; o ancora a fatti e circostanze varie direttamente o indirettamente legate a vicende occorse, o comunque riferibili alla persona denominata. Qualche esempio: Castracane, Fumagalli (letteralmente: che affumica i galli, costruito forse sull’antica abitudine dei ladri di polli di affumicare il pollaio prima di procedere al furto, per stordire le bestie e impedire che starnazzassero), Mangiaterra, Magnavacca, Pappalardo, Pelagatti, Scannabue… Molta parte dei nostri cognomi si collega a dei mestieri (circa il 10%). Si collega al lavoro della terra Calcaterra, un soprannome dato a chi ‘calca, pesta la terra’, dunque uno sterratore; idem Pestalozza, che suona come un ordine, ‘calca, pesta il fango, la terra lavorala!

Bongrani è il soprannome di un mercante di grano, Pistarino rimanda alla professione di lontani antenati che ‘pestavano, frantumavano’, macinando grano o schiacciando olive; di origine genovese Sciaccaluga, ‘che schiaccia l’uva’; di origine napoletana Scognamiglio, che significa ‘trebbiamiglio’ (napoletano scugnà = ‘trebbiare’); meridionale e di origine greca, Laganà, ‘venditore di ortaggi’. Tutti nomi di mestiere i Mercadante, Padellaro, Pignataro, Orefice, Ortolani, Pastore, Pecoraro, Cravero, Molinari, Barbieri, Barberis, Fornaciari, Fornari... Sempre in questo gruppo saranno da annoverare tutti quei cognomi derivanti non già da mestieri, quanto piuttosto da titoli, dignità religiose, civili o militari o condizione sociale: Airaldi (araldo), Alfieri, Almirante (ammiraglio), Arciere, Balestriere, Cancellieri, Capitani, Caporali, Cardinali, Cavaliere, Consoli, Conti, Gonfalonieri, Marchesi, Paladini, Podestà, Siniscalchi, Vassalli, Vescovi, Visconti…

Molti cognomi sono stati all’origine nomi di figli di ignoti, di bambini abbandonati. Vi era infatti, un tempo, l’usanza di etichettare i cosiddetti ‘trovatelli’, velatamente o esplicitamente allusivi alla loro condizione, secondo tradizioni che conoscevano precise varianti e connotazioni locali e regionali: a Milano erano i Colombini (cognome ancora molto diffuso), dalla ‘colomba’ che era il simbolo e il distintivo dell’ospizio di Santa Caterina della Ruota, dove i trovatelli venivano accolti; oppure Casagrande, riservato a chi era accolto nella ‘Cagranda’, come viene da secoli designato nell’uso corrente l’Ospedale maggiore di Milano; in Emilia e in Romagna erano i Casadei, dalla denominazione latinizzata (‘casa Dei’, casa di Dio) di ospizi e istituti religiosi per orfani e trovatelli; in Toscana erano gli Innocenti, dal nome dell’antico ospizio fiorentino per trovatelli, costruito nel Quattrocento su disegno del Brunelleschi, lo Spedale degli Innocenti; nel centro Italia e in parte del Sud erano i Proietti, da una voce regionale ‘proietto’, che continua il latino proiectus, participio passato del verbo proicere, gettare via, con il significato dunque di ‘gettato via, abbandonato’; in Campania erano gli Esposito, Degli Esposti, in quanto ‘esposti’ sulla strada, davanti a case o chiese,dai genitori che non potevano o non volevano provvedere al loro sostentamento; in Sicilia, infine, erano, con significato fin troppo trasparente, i Trovato, oppure gli Ignoti!

Concludendo, i trenta cognomi più diffusi in Italia sono Rossi, Russo, Ferrari, Esposito, Bianchi, Romano, Colombo, Ricci, Marino, Greco, Bruno, Gallo, Conti, De Luca, Costa, Giordano, Mancini, Rizzo, Lombardi, Moretti, Barbieri, Fontana, Caruso, Mariani, Ferrara, Santoro, Rinaldi, Leone, Galli, Longo…

e a Paliano sono Romani, Rossi, Proietti, Pacciani, Cenciarelli, Nori, Moroni, Ercoli, Sperati, Calamari, Attura, Collalto, Neccia, Pacitti, Fiore, Coltellacci, Celletti, Fraiegari, Schifalacqua, Tucci, Graziani, Caporilli, Capitani, Del Signore, Fratocchi, Piacentini, Verani, Gabrielli, Massimi, Mosetti.

Immagine di copertina: Keith Haring, L’albero della vita, 1984

Approfondimenti:

G.L. Beccaria, Tra le pieghe delle parole. Lingua, Storia, Cultura, G. Einaudi, 2007.

C.Marcato, Nomi di persona, nomi di luogo. Introduzione all’onomastica italiana, Il Mulino, 2013.

M.Sala Gallini-E. Moiraghi, Il grande libro dei cognomi, Ed. Piemme, 1997.

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