Pensieri e parole

Pensieri e parole

STORIE:

17esimo giorno. Oggi è stata una giornata malinconica. Neanche prendermi cura del giardino, ammirare il verde del prato ravvivato dalla pioggia di ieri è servito ad allontanare le nubi che da qualche giorno stanziano nella mia testa. Cominciano a mancarmi i contatti umani quelli veri, dal vivo. Avrei voglia di soffocare di abbracci e di baci i miei nipoti. Mi mancano le bimbe della catechesi, quelli del coro coi loro papà e mamme. Mi comincia a pesare non vedere le amiche. Si, si, lo so, ci sentiamo e ci vediamo grazie alla tecnologia ma non è la stessa cosa. Non potrà mai essere la stessa cosa. Continuano a ripeterci che niente potrà mai essere come prima. Ecco, forse è questo pensiero il responsabile del calo di glicemia psicologica che avverto. Ma io non ci sto (disse una volta il nono Presidente della nostra amata Repubblica), non mi rassegno all’idea di rinunciare alle emozioni che può suscitare un abbraccio, una mano tesa o anche solo mostrare il sorriso alla cassiera del supermercato che ti ha fatto la gentilezza di imbustare la spesa.

Nel pomeriggio mi è venuta in soccorso una pagina dimenticata de I Promessi Sposi (IV capitolo) che racconta la richiesta di perdono di Fra Cristoforo al fratello della sua vittima, la cui famiglia lo aveva accusato d’omicidio e si era preparata a umiliarlo ricevendolo in casa. La voglio condividere con voi, a me ha scaldato il cuore.

…Quando vide l’offeso, affrettò il passo, gli si pose inginocchioni ai piedi, incrociò le mani sul petto, e, chinando la testa rasa, disse queste parole: “io sono l’omicida di suo fratello. Sa Iddio se vorrei restituirglielo a costo del mio sangue; ma, non potendo altro che farle inefficaci e tarde scuse, la supplico d’accettarle per l’amor di Dio”… Quando fra Cristoforo tacque, s’alzò, per tutta la sala, un mormorìo di pietà e di rispetto. Il gentiluomo, che stava in atto di degnazione forzata, e d’ira compressa, fu turbato da quelle parole; e, chinandosi verso l’inginocchiato, “alzatevi,” disse, con voce alterata: “l’offesa… il fatto veramente… ma l’abito che portate… non solo questo, ma anche per voi… S’alzi, padre… Mio fratello… non lo posso negare… era un cavaliere… era un uomo…. un po’ impetuoso… un po’ vivo. Ma tutto accade per disposizione di Dio. Non se ne parli più… Ma, padre, lei non deve stare in codesta positura.” E, presolo per le braccia, lo sollevò. Fra Cristoforo, in piedi, ma col capo chino, rispose: “io posso dunque sperare che lei m’abbia concesso il suo perdono! E se l’ottengo da lei, da chi non devo sperarlo? Oh! s’io potessi sentire dalla sua bocca questa parola, perdono!” “Perdono?” disse il gentiluomo. “Lei non ne ha più bisogno. Ma pure, poiché lo desidera, certo, certo, io le perdono di cuore, e tutti…”

Annalisa Maggi

3 pensieri riguardo “Pensieri e parole

  1. l’abbraccio…la passeggiata…l’incontro con gli amici/a… manca ….. ci rifaremo…
    Quando si esce nel giardino e alzi gli occhiin cielo, noti che è diverso da quello che eravamo abituati……Già li ti accorgi che sta succedendo qualcosa…..
    La storia ci ha insegnato che queste situazioni di queste pandemie già sono accadute …..e si superano con il tempo e molta…molta…pazienza.
    Sembrano i periodi del dopo guerra…..ricordando i racconti dei miei genitori e nonni…l’unica differenza è, li si sapeva chi colpire…oggi no, è nato un invisibile pauroso.
    Speriamo… che terni presto la possibilità di stare insieme e riavere le stesse emozioni di sempre …
    Norina

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