Dalle lacrime alla Gioia

Dalle lacrime alla Gioia

STORIE:

18esimo giorno. Ho indossato un vestito, non lo facevo da mesi. Oggi è domenica. Voglio  evitare il rischio dell’abbrutimento infilandomi tutti i giorni in tuta e felpa. Mi sono vestita, truccata e preparata come se dovessi uscire. Per la terza domenica consecutiva le campane della parrocchia hanno scandito l’ora dell’annuncio dell’angelo a Maria di Nazareth nel giorno in cui i cristiani celebrano la risurrezione di Cristo. Quando tutto questo è cominciato ho pensato, come tanti, alla coincidenza della quarantena con la quaresima, il periodo dell’anno liturgico della Chiesa cattolica che prepara e conduce alla Pasqua. Davvero una coincidenza incredibile questo tempo di isolamento e di conversione. Una coincidenza?  Perché proprio ora? Le domande sono tante: come può un Dio buono e misericordioso permettere tutto questo? Alle persone decedute a causa del virus non è stata risparmiata la sofferenza, sono state private del commiato dai propri cari e persino del funerale. Perché? Ognuno ha la sua risposta. Io la mia l’ho trovata nel Vangelo di oggi, nelle lacrime che Gesù versa per la morte del suo amico Lazzaro. Il Signore, l’Infinito, l’Inafferrabile, si commuove. Cos’altro potrebbe rivelare maggiormente l’umanità di Dio e la sua vicinanza agli uomini? Se ieri mi sono sentita malinconica, oggi è il giorno del conforto e della consapevolezza di non essere sola in questo momento.

Il Papa ha rivolto un pensiero “a tanta gente che piange”, a me invece nel pomeriggio è stata data l’opportunità di raccontare la nascita di una bimba – Gioia di nome e di fatto – avvenuta in circostanze davvero particolari (chi ne volesse sapere di più troverà i dettagli nel mio articolo di domani sull’edizione Lazio Sud de Il Messaggero, vero direttore?). E’ la vita che non si arrende alla morte, che non si ferma, che avanza prepotente e si riprende il suo posto, tra chi è disposto ad accoglierla.

p.s.  Gli agnolotti ricotta e noci preparati la settimana scorsa (e congelati per la prima occasione utile) erano squisiti. Pure il tiramisù niente male.

Annalisa Maggi

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