#ringraziare voglio, oggi il cinguettio social

#ringraziare voglio, oggi il cinguettio social

STORIE:

22esimo giorno. Nel 1964 il grande poeta argentino Jorge Luis Borges scrisse  “Altra poesia dei doni”, in cui ringrazia per lo splendore del fuoco, per l’arte dell’amicizia, per le strisce della tigre, per i minuti che precedono il sonno, per la rosa… Verso la fine aggiunge: per il fatto che questa poesia è inesauribile e si confonde con la somma delle creature e non arriverà mai all’ultimo verso.

“Perché non rendere inesauribile la poesia di Borges, proseguendo nella scrittura di questo inno alla vita?” ha chiesto una mia amica insegnante ai suoi alunni della Secondaria di primo grado proponendo loro il racconto collettivo ispirato alla poesia di Borges? Capita a tutti di cedere a parole di negatività e lamentarsi per quello che non va come si desidera, oggi più che mai: perché invece non farsi coraggio l’un l’altro e, anche in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo?

Ecco alcune parole di positività e di speranza uscite dalla penna dei ragazzi e twittate nel corso del flash mob poetico di oggi:

  • “Ringraziare voglio la mia mamma che ogni giorno con coraggio e fiducia combatte la sua malattia insegnandomi che l’amore è la forza più potente che c’è”;
  • “Voglio ringraziare la solitudine che in questi giorni ci fa capire davvero di chi abbiamo bisogno”;
  • “Ringraziare voglio i medici, gli infermieri e i volontari che anche di fronte a un’emergenza così grave come il Covid-19 non si fanno intimorire e continuano a salvare vite. Voglio dedicare a loro il mio ringraziamento perché sono i supereroi del 2020”;
  • “Ringraziare voglio i libri che in questo momento mi aiutano a viaggiare in posti in cui non osso andare e la musica che scandisce il ritmo monotono della mie giornate”
  • Ringraziare voglio quella bandiera tricolore che mi lega a tutte le persone che sono in prima linea a combattere il nostro invisibile nemico”.

Prendo spunto da questo hashtag per ricordare le prime due strofe di una bellissima canzone della cantautrice, pittrice e poetessa cilena Violeta Parra. Fu scritta nel 1965 per una delusione d’amore ed è dedicata a chi di quella delusione fu l’artefice. Portato al successo nel 1974 da Joan Baez, in Italia quest’inno alla vita contro la morte si è colorato della voce graffiante di Gabriella Ferri.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,

mi ha dato due stelle che quando le apro

perfetti distinguo il nero dal bianco,

e nell’alto cielo il suo sfondo stellato,

e tra le moltitudini l’uomo che amo.

[…]

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,

mi ha dato il riso e mi ha dato il pianto,

così distinguo gioia e dolore

i due materiali che formano il mio canto

e il canto degli altri che è lo stesso canto

e il canto di tutti che è il mio proprio canto.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto.

 

Annalisa Maggi

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