Questo non è amore

Questo non è amore

STORIE:

38esimo giorno. Ci penso sin dal primo “io resto a casa”. In fondo è confortevole stare dentro la propria casa quando si ha una famiglia i cui componenti si rispettano, si confrontano pacificamente, si arrabbiano pure ma il “botta e risposta”, anche se animato, rimane dentro i canoni del civile scambio di vedute. Per molte donne, invece, la casa è già una prigione senza Covid, figuriamoci in una situazione in cui il divieto di uscire è imposto con un’ordinanza motivata da ragioni di ordine sanitario. Se esco infrango la legge (e magari mi becco pure qualche denuncia) se rimango dentro rischio la pelle. Nemmeno questo maledetto virus, purtroppo, riesce a fermare la mano assassina di chi dice di amarti ma in realtà non ama che se stesso.

Solo a Roma sono stati cinque gli uomini violenti denunciati da mogli e compagne negli ultimi tre giorni. L’ultima è una donna che ha denunciato alla polizia l’aggressione subita dal convivente. La cronaca racconta di una persona gelosa e molto possessiva, che era solita costringere la sua vittima a mangiare solo quando e quello che decideva lui e se provava a ribellarsi lui la colpiva con calci. Inutili i tentativi di mandarlo via di casa. Giovedì, al rifiuto di lei di pranzare, lui l’ha colpita con un pugno sulla spalla e l’ha costretta a mangiare dopo averla minacciata con un coltello. Spaventata, si è messa a letto. Lui è uscito per incontrarsi con un amico e, quando è rientrato, in preda alla gelosia, ha voluto controllarle il cellulare e, dopo averla afferrata per le gambe, l’ha trascinata e fatta cadere per terra. Il peggio è stato evitato solo grazie all’intervento dei poliziotti. Scene come questa si stanno ripetendo in tante case, dentro quelle mura che ci proteggono dal Covid-19 ma che per molte donne rappresentano un’ulteriore e amplificata minaccia. Dai dati diffusi da Donne in Rete Contro la Violenza, le donne accolte nei centri antiviolenza gestiti dall’associazione dal 2 marzo al 5 aprile scorso sono state 2867, esattamente 1.224 (74,5 %) in più rispetto alla media mensile registrata nel 2018.

Centri antiviolenza, consultori, numeri di emergenza (è attivo il 1522) e app dedicate non stanno facendo mancare i loro servizi e la rete di protezione continua a essere assicurata alle potenziali vittime anche in questo periodo di pandemia. Ma io non riesco a non pensare al terrore che può provare una donna che si sente minacciata a ogni ora del giorno e della notte, senza avere il coraggio di ribellarsi, pur trovandosi nel posto dove dovrebbe sentirsi più sicura, e non solo per non contrarre l’infezione. Non sono una psicologa e non conosco i meccanismi patologici che scattano nella mente di chi usa violenza, fisica e non solo, nei confronti della propria fidanzata, moglie o convivente. Li ho sempre pensati come individui non educati all’amore.

Questa mattina leggevo un post su faebook che riporta le parole del Piccolo Principe, il protagonista del capolavoro senza tempo di Saint-Exupéry, alla “sua” (virgolettato mai così appropriato) rosa: «Ti amo» – disse il Piccolo Principe. «Anche io ti voglio bene» – rispose la rosa.

«Ma non è la stessa cosa» – rispose lui. – «Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno. Significa cercare negli altri ciò che riempie le aspettative personali di affetto, di compagnia. Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene, desiderare qualcosa per completarci, perché sentiamo che ci manca qualcosa».

Eh già, fortunati coloro che sono amati da chi desidera il meglio dell’altro prima ancora di realizzare se stesso amando. O fingendo di amare.

Annalisa Maggi

4 pensieri riguardo “Questo non è amore

    1. Ciao, Giuly. Grazie per averci scritto. L’argomento, purtroppo, è di estrema attualità. Proprio in questi minuti leggo di una donna del milanese uccisa in casa dove ospitava il suo compagno per l’isolamento imposto con la pandemia. Ribadisco che questa piaga rischia di diventare purulente a causa del prolungarsi della quarantene e, dunque, della convivenza “forzata” con i potenziali assassini resi probabilmente ancora più aggressivi dall’isolamento.

      Piace a 1 persona

  1. E che dire.. dei genitori, magari anziani, che sono obbligati a convivere con i figli tossicodipendenti, magari anche con qualche problema psichiatrico?.. obbligati giornalmente ad elargire soldi, che non hanno, per la dose quotidiana😔

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