Sedia sediola, oggi si vola…

Sedia sediola, oggi si vola…

STORIE:

40esimo giorno. Tra gli aspetti della pandemia che mi colpiscono c’è la forte virulenza nei confronti degli anziani, fascia della popolazione particolarmente colpita e decimata dal Covid-19. Anche per loro in questa circostanza drammatica della storia d’Italia finora è stato detto (e fatto, purtroppo, in taluni casi) tutto e il contrario di tutto. Siamo passati dalla considerazione latente che fosse quasi “tollerabile” il decesso di chi non ha una aspettativa di vita lunga – si avvertiva soprattutto nei giorni di picco del contagio – alla riflessione sulla strage in atto che viene spesso stigmatizzata con l’affermazione solenne “stiamo perdendo un patrimonio umano e sociale che ci rende più poveri”. Insomma, la vecchiaia – mi chiedo – o è un valore o non lo è?

L’Istituto superiore di sanità ha reso pubblico il terzo rapporto sul contagio nelle strutture residenziali e sociosanitarie in Italia: dal 1° febbraio si contano 6.773 decessi, il 40% riconducibili al Covid-19. E come tutte le sciagure dello stivale che si rispettino non poteva mancare il capitolo riservato alle Forze dell’Ordine con l’apertura di fascicoli della magistratura. Dopo le 143 morti avvenute nel Pio Albergo Trivulzio di Milano, nei giorni scorsi Finanza, Nas dei Carabinieri, ispettori del Ministero hanno perquisito le strutture di Milano per fare luce sulle morti avvenute nelle Rsa dove si è consumata una vera e propria strage di anziani a causa del Coronavirus. Se ci avvicineremo a una ricostruzione verosimile di quanto avvenuto potremo ritenerci fortunati.

A fare da contraltare a storie di abbandono e di solitudine anche nel momento estremo dell’esistenza, viene fuori un’umanità di cui andar fieri. Sono state le dottoresse di due reparti dell’ospedale di Cremona a far incontrare Giorgio e Rosa, 52 anni insieme, divisi dal Coronavirus. Lui era ricoverato nel nosocomio cremonese dal 17 marzo per una polmonite causata dal virus, lei era rimasta a casa fino alla necessità di ricorrere a un intervento chirurgico urgente effettuato nello stesso ospedale dove si trovava il marito. La commozione delle dottoresse davanti alla scena dei due anziani coniugi che si ritrovano è une delle emozioni chi mi porterò dietro di questi giorni amari. Proprio come un brano di Claudio Baglioni che ancora adesso, ogni volta che lo ascolto, mi fa scendere grossi lacrimoni:

I vecchi sempre tra i piedi
Chiusi in cucina se viene qualcuno
I vecchi che non li vuole nessuno i vecchi da buttare via
Ma i vecchi, i vecchi, se avessi un’auto da caricarne tanti
Mi piacerebbe un giorno portarli al mare
Arrotolargli i pantaloni e prendermeli in braccio
Tutti quanti
Sedia sediola, oggi si vola, e attenti a non sudare.

Annalisa Maggi

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