L’ABECEDARIO FIORITO DEL 2020

L’ABECEDARIO FIORITO DEL 2020

ATTUALITA’. Ci accingiamo a salutare uno degli anni più difficili dal secondo dopoguerra. Il 2020 verrà indubbiamente ricordato come l’anno della pandemia, ossia della diffusione a livello mondiale di un virus influenzale particolarmente contagioso chiamato SARS-CoV-2, un nuovo ceppo di Coronavirus mai identificato prima nell’uomo. Abbiamo scritto la storia, e che storia! In questi dodici mesi quante volte abbiamo citato il vecchio adagio “anno bisesto, anno funesto” per sottolineare la portata e la drammaticità degli eventi che hanno cambiato le nostre vite. La memoria dell’uomo – si sa – è ballerina, la mia poi è la stella del bolshoi. Vi propongo, quindi, un carosello intorno all’anno che se ne va per fissare i ricordi “sfogliando” l’abecedario. Un modo leggero per archiviare questo tempo di sofferenza e di paura ma anche di opportunità per trasformare un dramma collettivo (e del singolo) in un’occasione di riscatto, di rinascita, di crescita e di ricostruzione. Mica può averla vinta lo sconforto!

A come gli ABBRACCI che ci sono mancati e che ci mancano ancora. Un gesto semplice, istintivo, spontaneo di cui abbiamo riscoperto il valore. Trovo l’idea della “sala degli abbracci” protetti realizzata in una casa di cura di Castelfranco Veneto una risposta concreta al bisogno di contatto fisico degli ospiti della struttura. “Niente è più confortevole di un abbraccio” ha dichiarato Elisabetta Barbato, direttrice della Rsa veneta.

B come BERGAMO, città simbolo dell’emergenza. I camion dell’esercito che trasportavano in Emilia 65 bare che Bergamo non era più in grado di seppellire rimarrà per noi italiani una delle immagini più iconiche della pandemia.

C come COVID-19, ossia la malattia da Coronavirus. Mi fermo qui. Ormai credo non ci sia parola più nota e utilizzata.

D come DISTANZIAMENTO (sociale). Se c’è distanziamento non può esserci socialità. Si, c’abbiamo provato a colmare quel vuoto ma le soluzioni hanno finito per rivalutare – vivaddio – la centralità della relazione come fondamento e scopo del vivere.

E come ESTATE. C’è stata un’estate? Non me ne sono neanche accorta.

F come FUGA. Il desiderio di molti: fuga da una realtà che è apparsa sempre più angosciante giorno dopo giorno, man mano che i casi di contagio aumentavano e il bollettino dei morti segnava il record dei 993 in 24 ore. Era il 3 dicembre, in piena cosiddetta “seconda ondata”.

G come GENOVA. La città italiana che il 3 agosto ci ha riconsegnato il volto di un’Italia che non si arrende inaugurando il nuovo viadotto autostradale che ha sostituito il Ponte Morandi crollato parzialmente il 14 agosto del 2018 causando la morte di 43 persone.  Si chiama Genova San Giorgio, è lungo 1.067 metri ed è stato progettato dal progettista Renzo Piano.

H come HOTEL. Un altro simbolo dell’onda che ha travolto il mondo intero: la crisi del turismo. Con lo stop agli spostamenti, a pagare un prezzo altissimo in termini economici e occupazionali dallo scoppio della pandemia è il settore della ricettività e della ristorazione con tutto l’indotto.

I come INTERNET. Mi sono chiesta tante volte come avremmo trascorso il confinamento senza l’ausilio dei moderni mezzi tecnologici per rimanere “connessi” seppure distanti fisicamente. Chissà se non avremmo registrato un aumento della natalità a fine anno. Senza internet niente videoconferenze su google, meet, zoom… (quando funzionano). Volete mettere la comodità a partecipare a una riunione in giacca e mutande? Attenzione solo all’inquadratura della videocamera.

L come LAVORO. Non voglio abbandonarmi a previsioni pessimistiche ma temo che uno dei problemi centrali che ci ritroveremo ad affrontare nel nuovo anno sarà quello legato al lavoro. Un lavoro già precario, scarso, flessibile, incerto, che si candida a diventare la nuova sfida dei governanti di tutto il mondo.

M come MASCHERINA. Ricordate quando uscendo da casa esclamavamo “Ho dimenticato il cellulare” o “accidenti, le chiavi della macchina”. Oggi diciamo “diamine, la mascherina”. Chirurgica, FFP1(2, 3), FFFP3, KN95, con la valvola, con i filtri, ricamata, glitterata, leopardata, con i loghi della squadra del cuore, del corpo militare di appartenenza, con le iniziali… La mascherina è diventata persino un accessorio di moda. Intorno alla produzione di questi indispensabili strumenti per tenere alla larga il Covid-19 è nata una vera e propria industria frutto anche della riconversione delle aziende ferme per via del contagio. Conosco persone che quando la indossano non ci sentono – sarà per via della lettura del labiale – e altre che sono talmente terrorizzate dalla nuova malattia che la indossano anche stando in macchina da sole. La mascherina nasconde il sorriso ma induce a guardare fisso negli occhi. Ne avevamo bisogno.

N come NETFLIX. Se c’è stato qualcosa in crescita quest’anno, a parte l’ansia pre-conferenza stampa di presentazione del bollettino quotidiano con i dati del contagio, sono sicuramente i numeri di Netflix, il gigante dello streaming, le cui azioni sono aumentate di oltre il 60% dall’inizio dell’anno. Gli abbonati attuali sfiorano i 200 milioni.

O come OSPEDALI, simulacri del dolore fisico ma anche morale. Luoghi nei quali la malattia ha incrociato la voglia di non mollare di medici, infermieri e operatori sanitari. Un esercito di professionisti impegnati che, nonostante il pericolo e la stanchezza (la foto della infermiera di Cremona crollata sulla tastiera del pc è una delle icone che raccontano meglio la pandemia), non hanno mollato, spesso rinunciando a vivere la vita privata pur di combattere il mostro e stare vicino ai malati, affamati d’aria, che sono morti senza il conforto di una carezza dei propri cari. Grazie dal profondo del cuore a tutti loro.

P come PAPA. L’immagine di Papa solo che attraversa una piazza San Pietro deserta, fredda, piovosa, avvolta in un silenzio surreale, e che implora Dio di «non lasciarci in balia della tempesta» è un’altra scena che è già storia. La sera del 27 marzo – anticipo del Venerdì Santo – Papa Francesco si è fatto interprete dei dolori del mondo per offrirli ai piedi della Croce. Nel silenzio assordante che avvolgeva il sagrato della Basilica vaticana, il pontefice ha impartito la benedizione Urbi et Orbi (quella di Natale e Pasqua) e ha concesso l’indulgenza plenaria. Insieme alle campane, ad accompagnare il momento della benedizione è stata la sirena di un’ambulanza, una delle tante che hanno attraversato le strade delle nostre città per soccorrere i nuovi contagiati. Un altro segno del tempo che ci lasciamo alle spalle.

Q come i QUINTALI di farina che abbiamo impastato durante l’isolamento. Persino una riottosa ai fornelli come la sottoscritta è riuscita a dare forma a qualcosa di commestibile. Mo’, però, basta. Dovessi imparare.

R come RICERCA. Senza la ricerca oggi saremmo spacciati. Intorno al ruolo della ricerca si gioca il futuro dell’uomo nella sua dimensione biologica. Non possiamo attribuire alla scienza medica la pretesa di renderci immortali, ma è innegabile che essa è indispensabile alla salvaguardia e al miglioramento della qualità della vita.

S come SCUOLA. Sono persuasa che, insieme agli operatori turistici, i più danneggiati dalla pandemia e dal confinamento sono gli studenti. E non per incapacità organizzativa degli istituti scolastici o mancata applicazione, spesso abnegazione, da parte degli insegnanti. In molti casi la didattica a distanza sembra aver funzionato alla meraviglia ma ha mostrato anche tante pecche: la difficoltà nel garantire assistenza educativa agli studenti con disabilità, l’aumento della soglia di assenze e una mancata partecipazione da parte degli studenti, difficoltà nell’organizzazione complessiva del lavoro e delle attività proposte. Per non parlare dei problemi di connettività e di utilizzo delle moderne e indispensabili tecnologie. Ma soprattutto: la scuola non è solo lezioni, compiti e interrogazioni. La scuola è “luogo” fisico di incontro. E questo è mancato. Sarà che io ricordo perfettamente ancora oggi il batticuore che ho provato dinanzi a quel biondino il primo giorno di ginnasio. Non c’era uno schermo tra di noi, ma la sua ragazza. Purtroppo!

T come TAMPONI. Sui tamponi e sui vari test diagnostici per ricercare il virus, così come sulle mascherine, si è detto tutto e il contrario di tutto. “Ti sei tamponato?” oggi non è la formula grammaticalmente scorretta per sapere dall’interlocutore se dovrà portare la macchina dal carrozziere ma un neologismo di uso comune ai tempi del Coronavirus.

U come UFFA! Nel 2020 si è concentrata la triste dipartita di tanti personaggi famosi e di artisti molto amati. Miti insostituibili dello sport come Maradona, il grande campione di basket e star NBA Kobe Bryant, il nostro Paolo Rossi; star del cinema come Sean Connery, Lucia Bosé, l’ultra centenario attore americano Kirk Douglas, l’attrice francese Patricia Millardet, il regista sudcoreano Kim Ki-duc; attori italiani del calibro di Franca Valeri, Flavio Bucci; grandi musicisti e interpreti come Ezio Bosso, il premio Oscar Ennio Morricone, Eddie Van Halen, leggendario chitarrista e fondatore dei Van Halen, il batterista e paroliere dei Pooh Stefano D’Orazio; nomi e volti noti della cultura e della politica come Luis Sepulveda, la saggista partigiana Lidia Menapace, il fumettista Quino; del giornalismo e cultura come Philippe Daverio, Sergio Zavoli, lo storico inviato della Rai Pino Scaccia, il conduttore del Tg2 Sandro Petrone, Gianfranco De Laurentiis, la voce di “Tutto il calcio minuto per minuto” Claudio Ferretti, lo scrittore Giampaolo Pansa, la giornalista Rossana Rossanda, gli stilisti Kenzo, Pierre Cardin. Chiudo la triste carrellata con il mattatore per antonomasia, uno dei più grandi nomi dello spettacolo italiano: il 2 novembre ci ha lasciati Gigi Proietti e cito proprio uno dei personaggi più celebri del grande attore romano per lanciare un messaggio al 2021: “nun me romp er ca…”

V come VACCINO. Il 27 dicembre è partita la campagna vaccinale contro il Covid-19. A ricevere il primo vaccino in Italia è stata Claudia Alivernini, un’infermiera romana di 29 anni che, dopo la vaccinazione, è stata minacciata di morte sui social tanto da dover cancellare i propri account. Anche questo è un segno dei tempi, ma temo abbia più a che fare con l’imbecillità umana che con il Coronavirus.

Z come ZONA rossa, zona arancione, zona gialla. Sul Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) – altro termine di cui ci siamo appropriati – che ha diviso l’Italia in base ai colori, la Rete si è scatenata con una gamma di commenti divertenti. Sono solo gli ultimi di una lunga carrellata di meme, fumetti, disegni, canzoncine e video comparsi sul web che testimoniano il lato creativo di un popolo, quello italiano, che ha saputo reagire anche con l’ironia agli ostacoli di questo anno.  

Prendo in prestito la lettera W dall’alfabeto inglese per ricordare la drammatica, barbara e assurda morte di un ragazzo di appena 21 anni. WILLY MONTEIRO DUARTE è anch’egli storia. Storia di un giovane che voleva solo crescere circondato dall’affetto dei suoi cari, fare il cuoco e vivere i suoi anni migliori in compagnia degli amici. La famiglia di Willy, fin dai primi giorni dopo la tragica scomparsa, ha sempre testimoniato una compostezza e una dignità nel vivere il dolore che porterò sempre con me.

Ecco, è caduto anche l’ultimo petalo; di quest’anno ci siamo sbarazzati quasi del tutto. Andrò controcorrente ma credo che saremmo davvero stolti se ci apprestassimo a entrare nell’anno nuovo senza far tesoro della prova che siamo stati chiamati a superare.

L’augurio per il 2021 lo lascio alle parole di uno dei più grandi e inquieti (sarà un caso?) pensatori del Cristianesimo: “Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima. Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro”. (S. Agostino)

Annalisa Maggi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...