Gli affreschi della Fortezza di Paliano

Gli affreschi della Fortezza di Paliano

CULTURA:

Le pitture attualmente visibili nella sala cosiddetta “del Capitano” all’interno della Fortezza Colonna, oggi Casa di reclusione, raffigurano gli eventi precedenti e successivi della battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) e, in particolare, il Trionfo di Marcantonio Colonna, la rappresentazione del grandioso corteo, formato quasi da cinquemila persone, che il 4 dicembre 1571 accolse a Roma il valoroso condottiero vincitore sui Turchi. Le pitture si sviluppano lungo le pareti della sala, in 24 metri circa per un altezza di 40 cm. Il ciclo si chiude con l’ingresso delle schiere pontificie in San Pietro e con altre scene incorniciate sulla volta che raffigurano degli eventi accaduti prima del Trionfo, quali Marcantonio Colonna promuove la Lega Santa davanti al Doge e al Senato di Venezia, Lo schieramento delle flotte cristiana e turca a Lepanto e la Battaglia.

Al centro della volta in un riquadro incorniciato da festoni di frutti e fiori campeggia lo stemma del committente, riconoscibile per la presenza della sirena bicaudata e del toson d’oro, entrambi attributi del famoso condottiero. I due camerini attigui alla sala del Capitano sono decorati con fregi e grottesche e stemmi Colonna al centro del soffitto.

La loggia aperta sulla corte interna della fortezza e che introduce alla sala del Capitano presenta una decorazione a grottesche nella volta e nelle pareti, in origine estesa fino al pavimento, ma oggi visibile solo in parte. Vi sono raffigurate la Fede e la Prudenza, le virtù che hanno condotto Marcantonio II alla vittoria sui Turchi. Anche in questo ambiente le figure rimandano allo scontro tra cristiani e musulmani con scene di lotta in cui i nemici, alleati a demoni alati, sono feriti mortalmente o soccombono sotto il peso della sconfitta.

Le conoscenze su questo ciclo pittorico sono state finora frammentarie e non hanno permesso una ricostruzione certa della vicenda esecutiva, in merito alla quale i vari studiosi hanno proposto ipotesi diverse. Le attribuzioni ipotizzate, nell’arco del secolo scorso, sono state sostanzialmente due, con il riferimento da un lato a Federico Zuccari e alla sua scuola e dall’altro al pittore spagnolo Pablo de Cespedes.

Grazie ad una attenta ricerca, condotta nel 2007 da Fausto Nicolai, tra le carte dell’archivio Colonna, è stato possibile aggiungere nuovi e puntuali dati per una più esatta ricostruzione del cantiere pittorico e per l’individuazione degli artisti coinvolti.

L’impresa decorativa di Paliano fu avviata nei primi mesi del 1575 e portata a termine nell’anno successivo, come testimoniato dalle carte contabili e da alcune lettere.

Il personaggio che svolse un ruolo fondamentale nella realizzazione dell’intero ciclo, al quale Marcantonio affidò la responsabilità del progetto, fu il senese Triburzio Spannocchi (1541-1606), finora noto agli studi soltanto per la sua attività di architetto militare, prima al servizio dello stesso Marcantonio ( al fianco del quale prese parte in prima persona alla battaglia di Lepanto), e poi presso la corte spagnola. La documentazione raccolta attesta la partecipazione dello Spannocchi all’impresa decorativa di Paliano nella veste inedita di direttore del cantiere pittorico, affiancato da uno sconosciuto pittore, Paolo Veneziano di Tagliacozzo, con mansioni e responsabilità differenti. Spannocchi ideò e progettò certamente l’intero sistema decorativo per la sala, i camerini e la loggia. La presenza del pittore abruzzese deve legarsi, invece alla realizzazione finale degli affreschi, alla traduzione in pittura dei disegni, o cartoni, predisposti dallo Spannocchi.

Ciò che colpisce e che è necessario sottolineare del ciclo di Paliano è l’assoluto rispetto dei fatti storici, la puntuale, documentaria ricostruzione e rappresentazione degli eventi secondo un preciso intento cronachistico. Questo risultato, espressione di una diretta volontà del committente, si lega alle caratteristiche del luogo in cui gli affreschi vennero realizzati e al profilo politico di Marcantonio Colonna. Collocato in un luogo riservato, entro un ambito quasi privato, comunque lontano da Roma, il ciclo di Paliano può essere letto come una sorta di diario personale per lo stesso Marcantonio, desideroso di perpetuare la memoria storica delle proprie gesta, senza intenti apologetici.

Fonti bibliografiche: NICOLAI F., Pittura di Storia e nascita di un mito: Il Trionfo di Marcantonio Colonna nella Fortezza di Paliano, in Tosini P. (a cura di) “Arte e Committenza nel Lazio nell’età di Cesare Baronio”, Cangemi Roma 2009.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...