La nascita del ‘ritiro’ passionista di Santa Maria  Pugliano a Paliano

La nascita del ‘ritiro’ passionista di Santa Maria Pugliano a Paliano

STORIE:

Tutto ebbe inizio nel 1742, quando Don Tommaso Struzzieri e Don Gaetano Giannini, missionari apostolici, dopo le campagne di predicazione nella zona, si ritirarono a Santa Maria di Pugliano per trascorrervi l’estate. Ma il convento annesso alla chiesa era inospitale. Infatti, da quando se ne erano andati i PP. Conventuali nel 1652 (in seguito ad una legge di papa Innocenzo X che chiudeva tutti i conventi che avessero meno di sei religiosi) i locali erano fatiscenti. Cinque anni dopo, in occasione del pellegrinaggio annuale che facevano allora i palianesi a S. Maria la domenica in Albis, Don Isidoro Calzelli, osservando quel degrado, pensò di farlo risorgere. Don Isidoro apparteneva ad una delle famiglie più in vista di Paliano ed era di un temperamento estroso e attivo. Ne parlò con l’amico Struzzieri che da qualche anno era entrato nella Congregazione dei Passionisti ed era il braccio destro del fondatore San Paolo della Croce. Struzzieri ne parlò con il Santo che, nel gennaio 1747 era passato per Paliano. La cosa poteva farsi – Don Calzelli ne interessò i palianesi e poi stese un memoriale da presentare al Papa. Andò dal cardinale Saverio A. Gentili, allora vescovo suburbicario di Palestrina, che si disse molto favorevole all’affidamento di S. Maria ai Passionisti e gli fece capire di far giungere la supplica al papa Benedetto XIV per altra via, in modo da poter dare voto favorevole in atto di consultazione, date le note difficoltà. Ma la cosa non riuscì, e si dovette fare la normale trafila, cioè gli uffici della S. Congregazione dei Vescovi e Regolari. Qui si doveva superare l’opposizione dei mendicanti, cioè delle comunità che già erano in zona. A Paliano i Cappuccini c’erano dal 1581 e con la venuta dei Passionisti temevano una forte riduzione delle questue. L’amministrazione cittadina con un documento fece capire che questo timore era infondato. Don Isidoro dovette affrontare la causa, Affidò tutto al suo concittadino avv. Generoso Petrarca che offrì il suo lavoro gratuitamente a Roma. In città, a Paliano, il padre di Generoso, Loreto Petrarca e il fratello di D. Isidoro, il notaio Carlo Calzelli, operavano per la stessa causa.

L’amministrazione della «Communità» di Paliano si provvide di un testo delle Regole dei Passionisti che il Dott. Domenico Cenciarelli presentò in Consiglio per documentare che i nuovi religiosi vivevano di elemosine e non pretendevano nulla per le predicazioni e per le altre prestazioni. La nuova fondazione passionista fu approvata all’unanimità, anche con il consenso del gran Contestabile Fabrizio Colonna, Signore di Paliano. Il Papa nominò una commissione di Cardinali di cui faceva parte anche il Gentili. La sentenza favorevole fu propiziata anche dalla magistrale perorazione dell’avv. Generoso Petrarca.

Intanto si lavorava anche sul fronte patrimoniale. Fabbricato e terreno a S. Maria erano di proprietà del seminario di Palestrina. Il contratto di cessione ai Passionisti avvenne il 5 maggio 1750. In data 31 gennaio 1751 il cardinale Gentili dava il via libera alle operazioni per l’insediamento. Rimaneva un problema non meno spinoso degli altri; il fabbricato da rendere agibile. Poco si poté utilizzare delle mura preesistenti. Don Isidoro si diede da fare con una costanza e con una fiducia che appaiono dalle sue stesse parole nella relazione preparata per il suo grande amico san Paolo della Croce. Viaggi faticosi, aneddoti divertenti, operai e progetti approssimativi; tutto per affrettare l’apertura del nuovo Convento. Ma il 1754 segna un avanzamento promettente. In quell’anno S. Paolo predicò la missione a Valmontone, Padre Struzzeri fece ugualmente a Segni, ambedue in continuo contatto con Don Isidoro. Fatto è che il 23 novembre 1755 dopo l’autorizzazione del nuovo Vescovo di Palestrina cardinale Giuseppe Spinelli, si procedé all’apertura. Il fondatore, infermo, delegò P. Struzzieri alla presa di possesso. Il Preposto della Collegiata di S. Andrea G.B. Dorascenzi, il delegato del Cardinale, il canonico Nicolò Reatini e poi i rappresentanti della «Communità» e tanto popolo partirono dalla Collegiata in processione, insieme ai dodici religiosi Passionisti; giunti a Santa Maria di Pugliano, pregarono in chiesa e consegnarono le chiavi. Tra quei dodici c’era anche un palianese, fra Giacomo D’Ottavi, quasi a documentare che tra palianesi e passionisti ci fosse un destino di tendenza identitaria.

Terminata l’euforia delle celebrazioni ufficiali anche a S. Maria di Pugliano, come negli altri ritiri, cominciò la difficile vita di ogni giorno per i primi passionisti. Solo negli anni seguenti con aiuti di benefattori palianesi ed anagnini, fu possibile migliorare il fabbricato, aumentare le stanze e ultimare la chiesa che fu consacrata il 10 agosto del 1765 dal cardinale Giovanni Francesco Stoppani, successore di Spinelli. Il fondatore dell’Ordine, San Paolo della Croce, la vedrà due anni dopo, nella primavera del 1767, accolto trionfalmente dalla popolazione.

Fonte foto:“Immagini della Memoria – Raccolta di foto d’epoca”, a cura di M.Lauretti e U. Romani, 2006.

Bibliografia: San Paolo della Croce da Napoli a Roma, di Giuseppe Comparelli,1994; Santa Maria di Pugliano, presso Paliano, di Gioacchino Alberto De Sanctis, 1974.

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