Alessandro Massaroni e Antonio Gasbarrone, briganti di Ciociaria

Alessandro Massaroni e Antonio Gasbarrone, briganti di Ciociaria

STORIE:

I massimi rappresentanti del brigantismo ciociaro furono Alessandro Massaroni e Antonio Gasbarrone; ma merita di essere ricordato anche Gennaro Gasbarrone, fratello di Antonio ed in pratica il suo padre putativo, colui che protegge vicino e lontano il fratello destinato ad eternare il nome dei Gasbarrone.

Alessandro Massaroni, nato nel 1790, soprannominato Mancinello per via del suo terribile “sinistro”, è il capo indiscusso della più forte banda di briganti – quella vallecorsana – e diventa in pratica il capo dei capi. Nell’inverno 1820, lui e tutti i componenti della sua banda, vengono amnistiati dal regime costituzionalista napoletano, perché hanno aderito al Corpo Franco dello stesso esercito napoletano, con l’incarico di difendere i confini con lo Stato della Chiesa dalle truppe austriache che tentavano di restaurare la monarchia borbonica. Malgrado ciò, nel 1821, il Massaroni si rende protagonista, con la sua banda, di un episodio clamoroso: il rapimento dell’intero seminario di Terracina. Questo colpo gli fruttò 8.500 scudi e la vendetta contro due seminaristi che vengono scannati senza pietà. Questo fatto scatenerà la reazione delle forze repressive. Il 21 giugno dello stesso anno, il Massaroni verrà infatti ferito, catturato e fatto morire sulla piazza di Fondi dalle truppe congiunte napoletane, pontificie e austriache. Come tanti altri briganti, anche a lui fu recisa la testa, che venne portata a Frosinone per incassare il premio di 3.000 scudi. La vita brigantesca rende famoso il Massaroni anche fuori la Ciociaria, le sue gesta vengono riprodotte da Bartolomeo Pinelli; l’incisore dedica una raccolta alle imprese dei briganti e tre in tutto ai briganti ciociari. Le incisioni del Pinelli diventano lo specchio delle leggende fiorite attorno a Massaroni e compagni amplificando il nome dei briganti ciociari e delle loro gesta, che raggiungono notorietà anche in ambienti stranieri. In Gran Bretagna il drammaturgo George Daniels definì Alessandro Massaroni il Robin Hood italiano. Le sue gesta vennero raccontate in pamphlet e rappresentazioni teatrali.

Antonio Gasbarrone, nato a Sonnino nel 1793, è l’erede e l’ultimo dei capobanda ciociari, sul suo capo e sul suo nome si addensata la responsabilità di una buona parte delle imprese brigantesche, perché quale ultimo capobanda ha riassunto in sé gli episodi precedenti, perché è l’unico al quale sia stato dedicato un libro ( Mémoires de Gaparone, biografia scritta da un altro brigante, il patricano Pietro Masi, pubblicata a Parigi nel 1867), il quale ne tramanda il nome e le gesta oltre la sua generazione. Diventato brigante come tutti gli altri, nel suo caso per un delitto d’amore e seguendo le orme del già celebre fratello Gennaro, capo di una banda di briganti sonninesi, si unisce alla banda di Gaetano Giuliani detto il Calabrese; alla morte di questi diventa, nel 1815, capobanda della fazione superstite. Arresosi con i compagni alla fine dell’estate del 1825, venne insieme a loro condotto a Roma e rinchiuso a Castel Sant’Angelo. Durante la permanenza in carcere sposa la sorella di un altro brigante, Angelo De Paolis. Esiliato in Romagna, fugge e torna alla macchia anche perché ricercato per un delitto commesso, forse dal cognato. Nei boschi è subito capobanda e vede cadere attorno a se tanti giovani briganti, tanti capobanda da rimanere il solo capo dei briganti dello Stato pontificio che, per quattro anni, sopravvive alla caccia dell’esercito. Catturato di nuovo, il Gasbarroni verrà rinchiuso nel carcere di Civita Castellana, dove rimarrà fino al 1870, quando, ormai vecchio, sarà graziato dal Governo, in seguito all’Unità d’Italia. Morirà nella Pia Casa degli Incurabili ad Abbiategrasso il 1°aprile del 1882, all’età di 89 anni.

Immagini di copertina: Bartolomeo Pinelli, Ritratto di A. Massaroni, incisione, 1823 |Filippo Raggi, Ritratto di A. Gasparrone e sua moglie Geltrude, acquerello, 1839.

Riferimenti bibliografici: AAVV, Il brigantaggio nel Lazio meridionale. Atti del Convegno. Patrica 25 aprile 1984, Frosinone 1986. | G. Giammaria, Il brigantaggio nelle provincie di Marittima e Campagna (1798-1825), inserto speciale La Provincia di Frosinone, n. 3/4 ottobre – dicembre 1983.

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