Alla tavola di Re Artù 2.0

Alla tavola di Re Artù 2.0

STORIE:

Di ritorno da Finisterrae, da molti considerata insieme a Muxia la fine del Cammino di Santiago de Compostela, il punto che anticamente sanciva la fine del mondo conosciuto, vi è un tavolo in pietra – noto ai pellegrini come “Tavola di Re Artù” – dove, a quest’ora, i miei compagni di viaggio si saranno già seduti per scambiarsi le riflessioni scaturite dal cammino appena compiuto. Non potendo essere presente fisicamente, utilizzerò il blog come la mia Tavola di Re Artù, una tavola 2.0.

Perché? Perché è andata così? Perché ho dovuto interrompere il Cammino di Santiago de Compostela? Sono giorni che mi vado ripetendo la stessa domanda: perché il Signore ha voluto che i miei passi si fermassero dopo appena tre tappe? Si, certo, il Covid, che per chi non ha fede rappresenta solo una casualità e/o una coincidenza. Non per me che credo in un disegno, frutto della Provvidenza divina, per ciascuno di noi. Avevo riposto tante speranze in questo viaggio che avevo immaginato come l’inizio di una rinascita, avevo caricato di aspettative la possibilità di tornare in uno dei luoghi che hanno segnato una tappa importante del mio percorso umano e spirituale. E invece, niente, dietrofront, “si scende”, per te il cammino finisce a Vigo.

Dall’ultima (unica) volta che ho visto l’Oceano Atlantico sugli scogli delle Colonne d’Ercole la mia vita si è completamente rovesciata. E chissà cosa mi ero messa in testa. Ecco, se c’è una cosa che ho imparato, la prima lezione che ho ricevuto dal rientro forzato in Italia è la regola del non aspettarsi niente che non sia stato deciso dall’alto. Sentimento che va a braccetto con il senso di impotenza e di limitatezza umana che la pandemia ha reso concreto e palpabile per tutti.

“Nessun uomo è un’isola, completo in sé stesso” ha scritto il poeta inglese John Donne tra il XVI e il XVII secolo, versi tanto più attuali oggi che viviamo nell’era dell’iperconnessione ma non riusciamo a evitare di sentirci soli. Ed è questa la seconda lezione del mio cammino formato tascabile: il valore dell’amicizia e la bellezza della condivisione. Percorrere il Cammino di Santiago in gruppo è la testimonianza di quanta gioia può scaturire dal ricevere una pacca sulla spalla quando si è stanchi, dal mettere in comune la fatica, le preoccupazioni, le lacrime, ma anche, banalmente, le cose materiali (cibo, medicine, vestiario). Aver avuto la possibilità di stringere nuove amicizie, di fare un’inaspettata chiacchierata dal contenuto filosofico, di conoscere il dispiacere che si prova lasciando a casa quelli che sarebbero dovuti partire (ancora il maledetto Covid), di trovare un’improvvisa apertura di cuore (e non solo, chi ha partecipato sa cosa intendo) da parte di chi non ti aspetti, tutto questo e tanto altro fa di questo speciale, particolare, strano, imprevedibile, cammino una cattedra nella scuola della vita.

Tra i riti che i pellegrini sono soliti fare all’interno della cattedrale di Santiago di Compostela c’è l’abbraccio al Santo. Sopra l’altare c’è il sepolcro e la grande statua di San Giacomo alla quale si accede da una scaletta che conduce alle spalle della statua. E’ tradizione abbracciare la statua sussurrando al suo orecchio l’antica frase medioevale “Raccomandami a Dio, amico mio”. Stavolta lo sussurro “da remoto”, la prossima – a Dio piacendo – proverò di nuovo a salire su quella scaletta per poi discendere dalla parte opposta, magari stringendo una mano, quella mano, che starà lì ad aspettarmi.

Annalisa Maggi

Un pensiero riguardo “Alla tavola di Re Artù 2.0

  1. Grazie Annalisa, una squisita narrazione umana, trasparente una profonda spiritualità mistica e contemplativa che riconduce la significazione dei segni sottesi alle azioni di reciproca donazione, agli elementi primordiali del pane e del vino che diventano corpo e sangue di Cristo nostra Salvezza.
    Questo nel Cammino.
    Sei qui nel nostro cuore unito alle nostre menti, che condividi il frutto della nostra esperienza presente in Spirito…In Cristo.
    Grazie, un abbraccio.
    Angelo

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